Psicoterapia Ericksoniana 
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Gli Artigli del Passato.I pensieri dell'Impossibile ritorno
Apri la finestra per fare uscire i pensieri, chiudi la finestra per non farli rientrare mai più....Suggerimenti, Suggestioni di gesti quotidiani che Giuseppe compirà naturalmente durante la giornata. Ed ogni volta che li compirà rafforzerà l’effetto della seduta. La suggestione è ulteriormente ampliata suggerendo a Giuseppe che ogniqualvolta sarà preda di pensieri, gli basterà aprire qualsiasi banale porta per farli uscire da lui, porta che una volta richiusa, lo proteggerà, erigendo una barriera invalicabile, in modo che divengano i pensieri “dell’impossibile ritorno”. La suggestione .. ingloba anche il cane Diana, l’invito è poi esteso a tutti i cani che potrà incontrare per strada. Anche i cani rappresenteranno un incontro comune, una azione che si ripeterà molte volte, e a cui Giuseppe presterà una particolare e nuova attenzione. I cani frantumeranno le sue idee tra i loro denti, e quindi anche se le sue idee dovessero tornare saranno comunque diverse, modificate e frantumate ....E’ un ulteriore invito ad eliminare le cose, che quando non sono in sintonia ed armonia con noi sono come deiezioni, scorie da eliminare, per sempre......D’altra parte quale bambino crede che un bacio della sua mamma scacci il dolore? Nessun bambino ci crede a priori, ci crede perché è la sua mamma a farlo, una persona a cui vuole bene e a cui crede e a cui sia affida. Ci crede perché vuole crederci e perché non c’è pericolo nel crederci, ma solo sollievo....Avremmo potuto dare un volto ai pensieri di Giuseppe, dare una connotazione ben definita e magari sviscerarli ancora di più, sezionarli e chiarirli nella sua interezza. Non c’è stato il tempo e l’occasione per farlo, anche perché il mio intervento era teso ad eliminare al più presto da Giuseppe le idee di morte che incombevano sugli altri e su di lui. Tendenza omicida e suicida, che non aveva alcun scopo di salvazione collettiva ma si esauriva nel gesto che seguiva ad un impulso, come se fosse preda di un qualcosa che non gli apparteneva ma che aveva preso possesso di lui.....Meglio non essere mai categorici, si ricercano le cause quando migliora lo stato presente del paziente, strada facendo. Solo se migliora la sua respirazione si possono affrontare nuove salite. Se riusciamo a farle percorrere brevi tratti, le diamo l’opportunità di avere le prime esperienze positive e le creiamo le prime sicurezze. Le diamo una forza interiore che nasce dalla fiducia in se stessa...In tale stato mentale di positiva fiducia nelle proprie possibilità e di piacevole aspettativa per il futuro, è molto più facile ed opportuno cercare le cause del problema, in quanto la situazione mentale è diversa.
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I tempi delle Ragioni, delle Emozioni La Legittimità della Paura
Ci si brucia, comunque, nel sedersi sulla bocca di un vulcano, anche sperando che possa spegnersi....I tempi della ragione vengono dopo, una volta scemati i tempi delle emozioni. E ‘ lecito l’urlo...La vita è una serie di stagioni diverse, di moti diversi del cuore. La psicoterapia cura e tratta le emozioni e cerca di farle ritrovare il loro splendore, come una archeologia .Psicoterapia come un’aria di Primavera, che giunge nell’apparente inverno della nostra vita, che parla ad un qualcosa che non esiste ancora, ma che è sospeso nell’aria ed anticipato da piccoli gesti, che non hanno ancora ritrovato il coraggio di esprimersi. Quei gesti, poi, ritroveranno quel coraggio, ma, per intanto, è doveroso ascoltarne la titubanza e la legittima incertezza, perché il dolore è timido, quando è forte non ascolta, e ha solo la stupidità dell’urlo. Lasciateci essere stupidi, perché stupide sono le emozioni, e stupide sono le paure....Lasciateci essere stupidi, perché stupide sono le emozioni, e stupide sono le paure, e solo urlandole le liberiamo dalla mente e dal cuore, ed il cielo torna sereno. Milton H.Erickson diceva " non contraddire mai la realtà del dolore" se neghi le emozioni dell'uomo, neghi l'uomo stesso.
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Londra: Terrorismo Uomini grigi contro bambini e uomini colorati
La paura, quella che occupa le notti più buie, quando nulla ti tranquillizza e tutto si amplifica dai rumori ai battiti del tuo cuore, può divenire terrore, può divenire talmente forte da spingerti a fuggire, così come sei, con la tua fragile nudità. Ci sono paure più grandi di questa. Ci sono paure che nessuna carezza, nessun esserci può lenire. Ci sono paure che non dipendono dalle energie negative ataviche sepolte nel nostro essere. Ci sono paure che non sono inventate, che non sono fantasie che acquistano corpo, che non sono fantasmi coperte da un lenzuolo bianco. Ci sono paure che divengono terrore cieco, incomprensibile, ci sono paure la cui angoscia che blocca il respiro e ti fa guardare attorno a te in attesa di capire, si mischia al sangue vero, che appartiene a tuo figlio, a tuo padre, ad uno sconosciuto, i cui brandelli, te li trovi addosso. Vivo ma con una parte di qualcun altro che è già morta che ti avvolge. E’ una comunità strana e allucinante che si forma in quei frangenti. Una comunità di vivi e di morti. Una comunità in cui il vivo sente su di se l’anima di chi non c’è più e esprime il suo dolore e la sua ribellione attraverso l’urlo senza limite della morte. Solo più tardi sarà una nenia, solo più tardi sarà un canto, ora è solo un urlo che interroga i vivi intorno a lui ed il cielo. E’ lo sgomento, accanto alla gioia di essere ancora vivi, che si mischia alla percezione calda, rossa e dolciastra della morte. Agli esseri umani non devono interessare le ragioni, le speculazioni, i distinguo. La morte livella tutto, completa il ciclo della vita dei bambini, riporta gli adulti nel mondo del non esserci più, a tal punto che a volte ti chiedi se mai queste persone sono esistite. Ti dicono di reagire, ma a volte col troppo reagire si rischia di dimenticare e di mangiare con avidità un panino mentre sullo schermo qualcuno da qualche altra parte del mondo muore di fame.....Operai, impiegati, turisti, casalinghe, scolari, bambini, anziani, inglesi, stranieri, poveri, ricchi, felici ed infelici, persone che non avevano il coraggio di dire accanto ad altri che dicevano il troppo, diversi che non hanno nulla in comune, se non la vicinanza in un vagone di metro, ora accomunati dalla silenziosità della morte. No .. reagiremo dopo. Ora è tempo di piangere i propri morti, gli altri esseri umani che si sono trovati in quel luogo al nostro posto, nel luogo di tutti. Ora è tempo di urlare. Di urlare le ragioni della vita. E di non ascoltare le false ragioni della morte. Non sono e non saranno mai angeli . ma diavoli quelli che accompagnano i terroristi. E sono al diavolo a cui loro invocano....Uomini grigi contro bambini ed altri uomini colorati.......
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Le Fobie. Lo Stato Mentale del Cambiamento
Nella “Ristrutturazione della vita con l’ipnosi” di Erickson, a cura di Rossi e O.Ryan, si afferma: “Dovremmo cercare di eliminare quella causa che è così profondamente sepolta, oppure dovremmo cercare di correggere il comportamento di oggi, la vita di oggi, e la vita di domani, della settimana prossima, del mese prossimo, dell’anno prossimo?......Se una persona ha la fobia di guidare l’auto, io potrei affrontare il problema andando a cercare nel suo passato le cause che hanno fatto nascere in lei questa paura. A volte però, uno scavo psicologico profondo potrebbe diventare una creazione di motivi che magari non hanno nulla a che fare col problema. Inoltre andando a cercare, si rischia anche di trovare. Si rischia anche di perdere molto tempo ed intanto la vita va avanti con altri e nuovi problemi ed io sarò sempre in ritardo per affrontarli. Infatti, il non riuscire a guidare la macchina comporterà alla persona tutta una serie di limitazioni che le impediranno di vivere un sacco d'esperienze nel presente. Viceversa, l'occuparsi solo del problema, senza accertarne le cause, potrebbe rappresentare un limite. Io credo che la risposta alla domanda di Erickson sia intermedia ....qualora dal passato emergessero delle cause più angosciose rispetto alla semplice limitazione di non poter guidare (che il suo inconscio ha volutamente celato per il suo bene), sarebbe opportuno e preferibile non portarle a livello cosciente.....A volte ci si sente impotenti nel non riuscire a scalare l’Everest ma certamente l'obiettivo non è congruo per le nostre possibilità attuali....In tale stato mentale di positiva fiducia nelle proprie possibilità e di piacevole aspettativa per il futuro, è molto più facile ed opportuno cercare le cause del problema, in quanto la situazione mentale è diversa.....
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Max: Modello del PadreFobie e Attacchi di Panico La Regressione
IL MODDELLO EDUCATIVO DEL PADRE.........Un problema dei genitori è quello di riflettere nei figli le proprie mancate realizzazioni o di trasferire il proprio modello educativo o il suo esatto contrario, se a loro non è piaciuto quello ricevuto, sui figli, senza tenere conto delle loro caratteristiche individuali, che possono essere completamente diverse........Max veniva sempre paragonato a qualcuno o a qualcosa, mentre, invece, lui voleva, solamente, essere valutato per quello che era.....L'INCONTRO CON MAX.....Era un compito facile, quello affidato a Max, perché ero sicuro che suo padre, dovendo scegliere tra cambiare e perderlo per sempre, avrebbe scelto di cambiare. E così fu.....IL MIO VERO PROBLEMA....Il mio vero problema è che ho sempre paura di avere causato un incidente di aver fatto male a qualcuno.....Affrontare e cambiare il finale, cioè la crisi di panico....è come fermare con una mano un treno in corsa. Dobbiamo, piuttosto, evitare di trovarci su quel binario. Partiamo dall’inizio..........IO VOGLIO CHE TU SIA LA' DOVE TUTTO E'INIZIATO....Dimmi da dove è iniziato il viaggio in quel giorno, in quel particolare giorno, in questo giorno ..........Ferma la tua auto e scendiamo a guardare............IL VIAGGIO........Ora, fai tre respiri profondi. Molto bene E desidero, che, alla fine dei tuoi respiri, tu ti senta ancora più tranquillo e sereno, ed ogni volta, che, tu farai tre respiri profondi ti sentirai allo stesso modo “ “E ricorda bene, che, non solo, come dice Milton H Erickson, la mia voce ti accompagnerà sempre, la mia voce ti accompagnerà ti sarà viicina servirà per i tuoi scopi e la udrai nel vento fra lo stormire delle foglie e la udrai nel mare e ti accompagnerà nei grandi e nei piccoli cambiamenti che la vita ti porterà nei giorni che verranno e la mia voce potrà trasformarsi in quella dei tuoi genitori Ricorda bene Ora, esiste anche il cellulare, e ogni volta che lo vorrai io sarò accanto a te, come ora. Ora hai lavorato molto caro Max, ora andrai a casa e farai un bel sonno tranquillo e da quel sonno ti sveglierai molto rinfrancato e sereno per il tuo futuro.”............Una induzione di Ipnosi Indiretta Non fu una storia raccontata, ma UNA STORIA PARTECIPATA, vissuta insieme, e la si potrebbe paragonare ad una trance profonda, in quanto erano occupati tutti i canali sensoriali di Max, il visivo, il percettivo sensoriale e l’auditivo.Quando il paziente fisicamente è lì con te, ma, contemporaneamente, sta viaggiando nel tempo e nello spazio e si trova altrove con la mente e vede cose, ascolta cose e percepisce cose, che, non esistono è in una situazione di mentale di trance. La si potrebbe definire: una induzione di ipnosi indiretta, una trance, comunque profonda, ottenuta, come Milton H Erickson le otteneva, semplicemente raccontando o parlando o come in questo caso calandoci, entrambi, nel racconto del vissuto del paziente. Non sempre è necessario arrivare a questa profondità, il più delle volte è sufficiente un racconto metaforico, ma, anche quello è per definizione quello che noi chiamiamo una modalità di psicoterapia ericksoniana..........
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Violenza Famigliare: .. Il paziente non sincero
il comportamento di lui era sempre violento, mi disse che lei e i bambini avevano paura di lui, e che quando lei lo vedeva alterato dall'alcol, cercava di fuggire da casa, ma il più delle volte lui lo impediva, e allora per timore che, come sempre, qualcosa di brutto accadesse a lei e ai bambini, lei si barricava nella propria stanza, spostando armadi e comò contro la porta, che la divideva da quella esplosione di violenza. Lei non lo aveva mai denunciato perché lui l'aveva minacciata che in tal caso le avrebbe fatto molto... molto male...."Bravo... bravo... lei è veramente bravo, io volevo metterla alla prova, volevo vedere se lei era veramente come gli altri... volevo vedere se anche lei si faceva ingannare come loro... lei mi ha capito... lei ha capito subito... lei ha capito che c'è qualcosa dentro di me che vuole fare del male... un mare che trova delle giustificazioni... ma io so e lei sa che non è così... io sono il diavolo..."....La sua compagna mi telefonò, e con voce concitata, mi urlò al telefono "mi aiuti, cosa devo fare? Sono barricata in camera, lui con una ascia in mano sta tentando di sfondare la porta, i bambini sono terrorizzati e anch'io lo sono. Cosa devo fare?"....
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gilberto gamberini








