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    Qualcun dice, perché parlare e ricordare queste cose? Chi ha provato questo orrore e ne è sopravissuto, non ne vuole più sentire parlare, e poi perché deve parlarne chi non lo ha vissuto, una persona che non ha vissuto tutto questo cosa puoi capirne? E’ strano come, a volte, in questo, vittime e carnefici, siano uniti, nell’affermare la stessa cosa: non parlarne, in modo che i ricordi restino solo dei fantasmi.E’ di questo non parlarne che si sentono forti e sicuri i carnefici.Risponde Primo Levi "Se moriremo in silenzio come vogliono i nostri nemici, il mondo non saprà mai di che cosa l’uomo è stato capace e di che cosa tutt’ora è capace"Arrivare alla risiera, non è facile, le indicazioni stradali spariscono ad un certo punto e devi chiedere per arrivarci.Nella circonvallazione di Trieste l’uscita è quella di Valmaura e poi subito dopo a destra vi è la risiera, i custodi sono gentili e disponibili e sono prodighi di informazioni, abituati forse all’uso didattico del luogo.Una gentile donna di Trieste, venditrice di fiori del vicino cimitero, mi ha indirizzato alla risiera dicendomi "non vada là, è un posto triste!Cosa ci può essere di più triste di un cimitero? La risiera, lo è per le sue alte mura in cemento armato che ti dirigono al suo ingresso, lo è per le altre mura che circondano il cortile interno, facendoti avere una idea visiva dell’imprigionamento, della lontananza dal sole e dalla luce e dalla libertà, e dell’approssimarsi della angoscia…..

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