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  • Psicologicamente....tornando da Nassiria

    A Nassiria, la Sabbia è fine come farina, diversa da quella delle nostre spiagge, ti penetra dappertutto e non puoi farci nulla, come tante altre cose della vita, che te le ritrovi dentro, senza neppure rendertene conto e non sai neppure il perché...Qui vivi in uno spazio confinato, la tua è una libertà confinata, la tenda, la base, la tua missione di quel giorno…. ti senti chiuso, prigioniero… come potrebbe sentirsi un ragazzo in un collegio con soli altri ragazzi… o come un carcerato… a volte se non metabolizzi tutto questo… e scoppi, ti prendono degli scatti d’ira e spaccheresti tutto, ma, poi ti limiti a dare un grosso pugno sul tavolo….A volte qualcuno non gliela fa, se non gliela fai non c’è cura, non c’è via di mezzo, divieni un pericolo per te e per gli altri, trasmetti il tuo disagio e crei disagio come un virus ed, allora, devi ritornare a casa. A volte, sono i rapporti con la famiglia, che è rimasta a casa, che ti mettono in crisi, qualcuno non gliela fa a stare lontano tanto tempo dai propri cari o tua moglie non gliela fa… ed allora qualcosa succede… le cose si spezzano… o cambiano in modo tale che non sono e non saranno mai più le stesse…

  • I Bambini del NonRitorno

    gli psicoterapeuti della protezione civile dovranno loro spiegare e rispiegare tutto questo: che è necessario continuare a cercare quei genitori: per vincere il loro senso di colpa di essere sopravissuti....per vincere la loro rabbia di essere stati lasciati soli, che, si può tradurre, anche, in un paradossale odio verso quegli stessi genitori dispersi, odio che è in realtà amore, ma anche rabbia per quell’amore, apparentemente, perduto, e che si è “lasciato perdere” per aver lasciato quella terra, per averli lasciati là, dandoli per morti, senza magari esserlo ancora, per cedere loro una speranza di vita e di futuro, e, speriamo, che non sia così, per elaborare quel lutto…Tutto questo sentirà quel bambino e se lo porterà nel cuore, lo maschererà con un sorriso, lo terrà chiuso dentro di sé, fino a farlo esplodere in un gesto di rabbia...

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