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  • Ragazzi ...Bruciano i banlieu Brucia la speranza del futuro

    Brucia la speranza di riscatto dalla miseria. Brucia la delusione per un benessere che è sempre più un miraggio soffocato dal scivolamento lento in una depressione profonda che non è più solo individuale ma collettiva. Brucia insieme alle auto la frustrazione quotidiana dei più che non comprendono quanto accade. Oltre ai ragazzi delle periferie, sempre più estranei dalle loro periferie e dalle loro città, sempre più arrabbiati contro una società che non considerano la loro, contro una civiltà che non è la propria.Oltre a quei ragazzi ce ne sono altri come loro, ma occupati, che trascorrono la giornata rannicchiati nei metrò, alla ricerca di un improbabile spazio vitale, che combattono quotidianamente col denaro che non basta mai, con le continue scelte tra il voler fare e il non poter fare, tra i sogni che non si realizzano mai e la realtà, tra la scelta tra un cinema e una bistecca. Forse qualcuno di loro è anche proprietario di una piccola e scassata auto che si ritrovano bruciata in strada e che non potranno ricomprarsi mai...... Sparano sui poliziotti francesi, sui piccoli poliziotti francesi, a volte talmente giovani e inermi che sembrano ragazzine e ragazzini, nelle loro uniformi troppo larghe. Si aggrediscono i pompieri, che in Francia sono i primi ad arrivare, dotati anche di medici di pronto soccorso, che sono in prima linea sempre e da sempre, contro gli incendi e contro la morte. Fare agguati contro i pompieri è come sparare alla croce rossa e alla mezza luna verde. Curiamo questa pazzia e fermiamoci a discutere anche trascendendo i toni….come in una psicoterapia

  • Influenza aviaria Preoccupati? Soprattutto, i polli

    L'influenza aviaria ricorre nei titoli, molti decisamente allarmanti. Però di certo c'è poco: prepararsi è giusto, ma senza panico....

  • La grande paura del contagio

    La grande farmacia di piazza Igea, a Monte Mario, è quella dove a gennaio scorso impazzirono tutti insieme 1.400 termometri: mai visto il mercurio tanto agitato. Colpa dell’inquinamento elettromagnetico, sentenziarono i periti qualche tempo dopo. Ma adesso la situazione, addirittura, s’è aggravata. La febbre è altissima. Sono impazziti i clienti. «Da una settimana è puro panico - racconta la titolare, la dottoressa Maria Catena Ingria -. La colpa è del virus dei polli, si è scatenata la caccia al vaccino

  • Omicidio e Suicidio: come Salvazione individuale e collettiva

    Spesso non è il tipo o la quantità della motivazione…ma la sua qualità…l’ossessione che la alimenta…che di per se può partire da fatti obsoleti e “normali”...A livello individuale l’idea dell’omicidio come affermazione del SE in un atto clamoroso, di cui tutti parleranno, facendomi uscire dal mio oblio non è disgiunta dalla idea e dalla realizzazione del suicidio finale. Anzi è forse il suicidio lo scopo di tutto… un suicidio sacrificale che trascinerà con se un gran numero di testimoni e di persone sconosciute, sulle quali trasferisco la mia visione deformata del mondo: li libero da un mondo e da una vita, recepita come crudele ed ingiusta, come libero me stesso. L’omicidio e il suicidio come salvazione individuale e collettiva....Qual è la verità? Forse esiste solo una verità: quella dei fatti, ma, nelle cose non ancora accadute, esistono più verità. E quella che racconta lo psicoterapeuta, forse, è meno verità di quella raccontata dal paziente, ma, se “una mezza verità” impedisce la realizzazione di un fatto reale, allora diviene una grande e bella verità. Una manipolazione direbbe Milton H Erickson, ma, come soleva ripetere “una manipolazione che permette che tuo figlio ed altri possano vivere”

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