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    Il gioco del tutto e del niente. Psicologicamente errato, foriero di speranze o di cocenti delusioni. Anche se la speranza dovesse accadere, poi proseguendo nel gioco, la delusione è sempre in agguato. E’ come attraversare una gabbia di tigri, se ti salvi oggi, potrebbe voler dire che hanno appena mangiato, e c’è sempre la possibilità che ti possano azzannare domani….. Le cose escono quando vogliono, quando sei nello stato d’animo per apprezzarle e coltivarle e non semplicemente perché le desideri. ....La psicoterapia magica, speranza assoluta, nella quale basti un tocco, una bella frase per trasformarti da rospo in principe è un gioco d’azzardo……. “Il giocatore non può mai essere più grande del gioco stesso” afferma Enrico Baj. Prosegue Jean Baudrillard "L'evasione è una visione facile, quasi marginale della realtà, mentre quando parlo del gioco parlo del grande gioco del mondo, del mondo stesso che è un gioco ed è in gioco. Qui non si gioca a nascondino perché si partecipa totalmente …..” Mettersi in gioco….per uscire dalla arena del gioco con lo sguardo limpido di chi spera….

  • Così cambiano le banlieue

    La disoccupazione di cui stiamo parlando non riguarda chi resta senza lavoro per qualche periodo, ma chi il lavoro proprio non ce l'ha. Significa non poter accedere al mercato del lavoro né ora né in futuro. E se non si può lavorare, bisogna ben vivere in qualche modo, quindi si ricorre ad espedienti vari. La repressione non è una soluzione, ma la prevenzione neppure. Anche se i mediatori, gli operatori sociali impediscono l'esplosione, non risolvono il problema. L'occupazione è la soluzione, ma come si fa a decretare la fine della disoccupazione?

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