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  • Francia La collera e la violenza

    Alain Touraine .....Il Sessantotto espresse la delusione nella società da parte dei figli di ceti che erano progrediti nella scala sociale...Questa violenza è invece il frutto di una mancata integrazione che si traduce in dis-gregazione nel vero senso della parola.....Dominique Lapierre...Lo scrittore, che ha trascorso gran parte della sua vita in bidonville "dove anche il valore di un fiammifero è sacro....Jean Michel Thénard...la auto che incendiano ogni notte, sono le auto dei loro vicini. Le scuole che bruciano, sono le loro scuole. Gli autobus che attaccano, sono quelli che portano al lavoro i loro genitori e a scuola i loro fratelli...Questi ragazzi sono sulle prime pagine di tutti i giornali - riflette Thènard - ci sono le telecamere, arrivano i giornalisti da tutto il mondo.....

  • Ecco come li ho uccisi con la pistola di papà

    doveva essere ricoverato di nuovo nel centro di neuropsichiatria infantile ....Là dentro non ci voglio più tornare, si soffre molto...

  • Scimmia di luce edi follia Quando l’alba si affossa e si acolora

    non si può essere tutti sani per legge. Il malinteso nasce da una estremizzazione del modo di vedere le cose, o tutto di un colore o tutto di un altro. La realtà è fatta di una vasta gamma di colori e di sfumature, che variano nel tempo, anche nella stessa persona. Si è passati dal manicomio lager....al “tutti fuori”....esistevano solitudini, abbandoni, delusioni e dolori che alteravano temporaneamente la psiche, esistevano delle persone che non gliela facevano in quel momento e che crollavano su se stessi come le twin towers. Tutti questi finivano nel grande calderone del manicomio...all’interno dei manicomi, i ruoli determinavano una degenerazione...vessati, in balia delle frustrazioni di coloro che li accudivano.... manicomi, nei regimi totalitari, diventarono anche un luogo per isolare gli oppositori, i diversi, per togliere loro la credibilità, per farli sparire in silenzio. Il nazismo risolse il problema radicalmente, anticipando proprio dai manicomi la soluzione finale ebraica. Forse il senso di colpa per tutto quello che è accaduto dentro le mura dei manicomi, ha portato inconsciamente ad un sincero desiderio di abbatterle... Tutti fuori…..I progressi della società, dell’umanesimo, della scienza, della farmacologia mirata, della terapia della parola hanno però creato una falsa onnipotenza. L’onnipotenza di poter curare tutto, di minimizzare le reazioni psichiche,anche gravi e di controllarle completamente.....Ci sono persone, che, oltre a non farcela, portano in se i semi di uno squilibrio grave che magari un evento evidenzia, ma, che, già, sotto le ceneri, si alimentava...non è solo un desiderio di pulizia il lavarsi conpulsivamente le mani, ma un desiderio di perfezione assoluta ...E’ una contaminazione da cui vogliono estraniarsi, in una sorta di purificazione salvifica...Ascoltano solo se stessi ed il loro io profondo annega in un mare tormentati da mostri come quello di Loch-Ness....il loro spazio vitale si riducesse sempre di più. Persone che danno dei segni...E’ un delirio, un binario unico, senza ritorno e senza fermate intermedie....E’ una mente che ha spezzato il filo della continuità delle cose, e che, ad un certo punto, le interrompe per sempre. E spicca il volo. Un volo cieco nel vuoto più assoluto, nella negazione di qualsiasi soluzione. E’ una “soluzione finale....Non importa se uccidono o se si uccidono. .....Eliminano il male che sentono intorno o dentro di loro ....Soffocano le voci, cancellano i mostri dentro di loro, quei viscidi esseri che li toccano oppure i genitori che hanno generato quel male, che come un ombra segue sempre il bene. Lo sublimano, in un gesto di liberazione, che liberazione non è, e che poi li fa ritornare nella loro quotidianità, a volte catatonica, fino al prossimo gesto, fino al prossimo delirio, di una allucinazione che li fa accanire verso se stessi o gli altri, per superare o fare sparire un qualcosa che non c’è, se non nella loro mente, pericolosamente persa in un tramonto che si approfondisce al di la di quella linea dell’orizzonte, in cui anche l’alba si affossa e si acolora....una scimmia di luce e di follia. Due occhi che si accendono, una fiamma che continua a bruciare fino a incenerire e ad incenerirsi.

  • La Casa dei Folli Maison des Fous

    Viaggio a ritroso, dentro la follia. La Salpetrière è stato il primo manicomio d’Europa. Fondato nel 1656 come Ospedale Generale dal Re Sole, nel 1792, nel furore della Rivoluzione, diventa la «Maison des fous» di Parigi. La Rivoluzione promuove i folli a "citoyens". Li sottrae alla carità delle confraternite cristiane e li affida per la prima volta alla scienza...docce fredde o bollenti, fustigazioni, therapie de la mort: accessi di febbri altissime, perché il daimon della follia se ne fugga...1959, fece in tempo a vedere i bagni nell’acqua ghiacciata, la malarioterapia, le sanguisughe applicate sui genitali. E quel reparto "quinto donne", odore di feci e di urina, violenza e abbandono, umanità degradata allo stato bestiale, prima che gli psicofarmaci come una benedizione nei primi anni ’60 arrivassero in corsia... la sedazione dei deliri più violenti...considerare quei malati come "altri" da noi....arriva la legge Basaglia. Postula che il folle non esiste, la pericolosità nemmeno, che la follia è prodotto sociale. Chiudere i manicomi, dunque, tutti a casa....Come psichiatra ero morto. Come si fa ad accettare di essere uno psichiatra con la consapevolezza di non potere curare una parte della follia? La pericolo sità, che esiste nel 5% dei casi, dalla legge 180 è negata. Quanti che avevano il diritto di essere curati sono diventati criminali? Mi veniva imposto di mandare per strada dieci potenziali killer. Le case in cui vivevano, erano piene di bambini. Morire come psichiatra, è stata la condizione perché potessi rimanere un uomo». ....Quindici giorni sono una degenza ridicola per la follia pericolosa. Possibilità di ricovero rapido per le manifestazioni acute, a fronte del calvario burocratico di oggi. Mettiamoci alle spalle l’ideologia che nega l’evidenza della malattia mentale. Ricominciamo, semplicemente, dalla concretezza della realtà»....E a Charenton, il primo istituto in Europa costruito per custodire i folli, tuttora in funzione – immensi spazi sul Bois di Vincennes, ampi locali ciascuno con il suo giardino, malati che camminano fra i viali, salutano, chiedono una sigaretta – Andreoli, come fra sé: «Eccoli, qui sono protetti, non abbandonati come vagabondi. Curati, trattati da uomini. Davvero sono più liberi abbandonati a sé stessi, la loro malattia negata?».

  • La grande paura del contagio

    La grande farmacia di piazza Igea, a Monte Mario, è quella dove a gennaio scorso impazzirono tutti insieme 1.400 termometri: mai visto il mercurio tanto agitato. Colpa dell’inquinamento elettromagnetico, sentenziarono i periti qualche tempo dopo. Ma adesso la situazione, addirittura, s’è aggravata. La febbre è altissima. Sono impazziti i clienti. «Da una settimana è puro panico - racconta la titolare, la dottoressa Maria Catena Ingria -. La colpa è del virus dei polli, si è scatenata la caccia al vaccino

  • Sindrome di Medea e la cancellazione della Memoria

    "Sindrome di Medea..la madre che toglie la vita al figlio...Fra gli elementi che ricorrono piu' di frequente nelle 'madri Medea', soprattutto la non accettazione della propria identita' sessuale e quindi di madre, ''donne cioe' - commenta - che non accettandosi come tali rifiutano anche il il ruolo genitoriale''. Ma anche la presenza di depressione maggiore con la conseguente chiusura in se stesse. ''Altro fenomeno che stiamo registrando e' la frequente amnesia che si verifica immediatamente dopo l'omicidio, e che porta le madri a cancellare completamente dalla memoria, spesso per anni, cio' che hanno commesso''....Può un delitto restare nel nostro Inconscio, e là rimanere come sospeso? ...Qualora la rimozione di quel ricordo, che comunque io non sento che mi appartiene, mi permette una vita affettiva, normale, nel mio presente. Qualora la rimozione di quel ricordo mi consente di non entrare in conflitto con me stessa. Una persona può accettare, a livello cosciente, solo quello, che, per lei è accettabile, ma non di più…L’amore smisurato, acritico, potrebbe portare una madre, ad ucciderlo, per proteggerlo e privarlo di nuove e future sofferenze. Potrebbe essere per un handicap fisico o psichico del figlio o semplicemente per il timore che questo handicap si manifesti. Ma la scelta di uccidere entrerebbe, a livello inconscio, in conflitto col ruolo di madre, che da la vita. Ed allora per non sentirsi in colpa, deve celare a se stessa, quanto è stato deciso e compiuto. Il Delitto può essere superato e lo sublimato, mettendo al mondo un altro figlio in grado di competere col mondo e che dal mondo non sia schiacciato, ma, che, il mondo sia in grado di dominare, Cancella il passato e si proietta verso il futuro. Per accedere a questa memoria di eventi passati, che la madre non vuole e non può ricordare: per riallacciare la comunicazione tra conscio ed inconscio, posso servirmi dell’ipnosi ericksoniana regressiva...per recuperare questa memoria inconscia, scattano dei meccanismi inconsci di protezione. I meccanismi inconsci di protezione scattano, automaticamente, qualora un tentativo di ingresso dall’esterno, sia visto come una intrusione scatenante conflitti interiori pericolosi per l’integrità della persona. L’inconscio, per il suo bene, nasconde ed isola in parti non accessibili, fatti per lei pericolosi e determinanti conflitti interiori intrapsichici... Per uccidere un figlio e per non entrare in conflitto con se stessa deve necessariamente cancellare l’evento e cancellarlo in modo tale da non averne non solo il rimorso , ma, da non averne coscienza, in tal caso, non solo si sentirà innocente, ma sarà innocente di quel delitto, perché quel delitto appartiene ad un'altra persona, che, non è più la stessa...Potrebbe darsi, che, quanto è avvenuto sia relegato in una specifica parte del suo essere, che la sua coscienza non può valutare, perché non lo conosce, e può altrettanto darsi, che quello che lei si sente ora ed è, dal punto di vista della coscienza, condanni in modo inesorabile, senza appello, quello che è accaduto, per cui non solo si sente innocente ma lo è, ed è vittima di una persecuzione, che non comprende. Le possibilità, che, le due entità , conscio ed inconscio, tra di loro sconosciute, entrino in contatto è remota, nell’evolvere naturale della sua vita, ma, potrebbe essere indotta con l’ipnosi ericksoniana regressiva. E’ come se si incontrassero due fratelli gemelli, che non si sono mai visti dal momento della loro nascita, qui, il fatto è ancora più coinvolgente e terribile, perché quei due gemelli sono la stessa persona, e sono tutti e due dentro di lei.

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