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  • Un innoquo strip in classe finisce sul web e crea scandalo

    Reazione sproporzionata al fatto, che ricorda le bravate di altri tempi, che non avevano altro scopo se non il gesto di per se, la provocazione e forse quello spirito di presa in giro e di spontaneità che solo i giovani hanno, spesso privi di calcolo e di ragionamento. Si cercheranno le ragioni psicologiche e di disagio, creando magari un problema che non c’è probabilmente in una ragazza che non ne ha...Squadre di calcio, di basket, di rugby, e di altri sport, casalinghe, madri e professioniste di vari settori mostrano molto di più, in una inflazione di calendari e di pubblicità, considerati fatti artistici e di costume. Si è anche scoperta la nudità come veicolo per portare avanti grandi problematiche e solidarietà. Eppure esiste una dicotomia, una forbice che si allarga tra la realtà reale a cui non è concesso nulla ed una realtà da spettacolo a cui è concesso tutto quasi fosse una tela di Rembrandt. Si forniscono modelli ai giovani che però non dovrebbero seguire quei modelli in una razionalità super partes. E’ un messaggio contraddittorio, spiazzante, paradossale che crea disagio, esagerazioni e sbavature, peraltro innocue, che perlomeno non hanno lo sgradevole odore della ipocrisia. Un augurio a quella ragazza: torna a scuola, affronta questo strano mondo degli adulti, non temere il loro giudizio, non permettere a nessuno di lapidarti, non fuggire ed affronta a testa alta qualsiasi strada, sia che tu sia come eri ieri, sia che tu sia come sei oggi. Fatti votare capoclasse per quello che sei e non per quello che mostri, e se non ti voteranno non importa vincerai altre e più importanti gare nella tua vita. I compagni che hanno messo sul web il mini video? L'hanno considerata come un trofeo da esibire, nessuna donna, nessun essere umano è un trofeo. Dovrebbero chiederle scusa.....

  • L'ipocrisia della Cocaina di Ernesto Galli della Loggia

    questa minoranza è stata finora una minoranza ideologicamente protetta. Il fatto che almeno finora il consumo di cocaina abbia visto in prima fila i membri della classe dirigente, del mondo dello spettacolo e delle idee, ha conferito alla cocaina un’aria, diciamo così, di rispettabilità, di droga non droga, dagli effetti in fondo non così nocivi rispetto alla sua qualità di benefico eccitante. L’eroina, una droga di poveracci, di drop-out , di sbandati senza rimedio, quella sì era la droga cattiva portatrice di morte cui riservare il disdegno dei discorsi d’occasione: nulla a che fare però con la cocaina, invece, il carburante della gente smart , necessaria ad aguzzare l’intelligenza, la prontezza, la velocità di riflessi. Non era così naturalmente; non è così: ce lo hanno detto tutti i cocainomani eccellenti - da Elton John a Maradona - quando sono stati costretti a rivelare la loro dipendenza e hanno indicato quello come il momento della loro liberazione, proprio perché avevano finalmente la possibilità di ammettere con se stessi, e di dire a tutti, che niente affatto, la cocaina non è l’elisir della felicità, in fin dei conti controllabile e innocuo che si vuol far credere, ma la causa di una autentica schiavitù dagli esiti potenzialmente devastanti.

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