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    Il riappropriarci di noi stessi –cioè di quello che siamo veramente-.....Raccontare della vita è come raccontare di un viaggio....Un viaggio che ognuno di noi può compiere all'interno della propria psiche, o anima come la chiamava Freud...è il racconto di un viaggio che compiono insieme e sullo stesso piano....In un viaggio che si compie insieme si guardano delle cose, si ascoltano, si percepiscono e si gustano e quando uno dei due non capisce, domanda all'altro e l'altro risponde. Non si porta il compagno di viaggio a diventare quello che non è ma a recuperare quello che è....Questo viaggio è rivolto a tutti quelli che vogliono rendersi conto del perché delle cose, che vogliono capire come funziona la mente profonda inconscia e come si svolgono i processi emozionali all'interno di noi stessi. Il conoscersi dentro, attraverso un linguaggio che parla la stessa lingua del profondo, è un modo per riappropriarci della nostra anima perduta, vale a dire di quello che siamo e siamo sempre stati ma non abbiamo mai avuto il coraggio e/o l'opportunità di lasciare emergere. È un processo, a volte lento ma comunque inarrestabile, di conoscenza e di comprensione delle nostre potenzialità, che spesso non sapevamo di avere. ....Recuperare il linguaggio analogico che usa il nostro profondo per sognare e per vivere le proprie emozioni.

  • A Sud....dentro il cerchio del sole e della luna

    A Sud…dentro il cerchio del sole e della luna, tra le strisce, dalle diverse tonalità di verde e di azzurro e di blu del mare, mentre dal Valico di Chiunzi guardi il Vesuvio e la piana verso Pompei e verso Napoli, cercando un riferimento...in un punto sconosciuto tra le case e i riflessi del sole... E, al tramonto, mentre il cerchio del sole cala sul mare della baia di Napoli, che diventa d’argento, le pecore pascolano e si arrampicano sulla montagna....mentre il bastone del pastore percuoteva la terra, come 1000 anni fa, all’epoca delle civiltà pastorali, in cui il gregge rappresentava tutto, la ricchezza, il vestiario, il cibo e la compagnia nelle notti di solitudine….Ma qui il tempo è rimasto solo una idea dello scorrere, uno specchio che ti ritorna la tua immagine al di là del tempo...Con lo scooter giù verso Maiori, tra le curve sinuose come corpo di donna verso Minori, mentre lo scooter si piega nelle curve e ne segue i passaggi...E poi le strettoie obbligate si allargano nella direzione per Postano, il fiordo di Furore arrampicato sui monti Lattari, dove i marosi si infrangono senza tregua, il paese dipinto come ad olio, un quadro che vive oltre il tempo, e poi mentre la strada si allarga ancora come per farti assistere ad uno spettacolo di ineguagliabile bellezza, ti appare Praiano…. Praiano lontano dalla folla, discreto nella sua bellezza, come una pietra rara si incastona nell’azzurro del mare, e da lì appaiono nella lontananza i Faraglioni di Capri, ed il mare si apre come se la tua vista si perdesse nel lontano e nell’ignoto, e più vicino, se riesci a fermare lo sguardo che ti fugge via verso Capri, ti appaiono le isolette di li Galli e più a destra la conca che accoglie Postano, con le sue terrazze a mare di diverso colore e tono. L’acqua di cristallo dai colori e sfumature diverse, che schiuma verso le rocce su cui si infrange. E la torre che ti accoglie a picco sul mare. E poi Positano con le sue viuzze strette e vestite sull’alto da fiori e arbusti, mentre all’interno dei cortili intravedi piccoli vigneti e uliveti, sulla strada verso il mare...E poi il mare che alle 6 di pomeriggio è abbandonato dal sole, che si corica dietro la montagna, lasciandoti lì sospeso in attesa di un altro giorno e di un altro ancora, fino alla fine del mondo. E quando riparti da luoghi così, la tua anima resta là, cullata da quel mare e a riempirsi di tenerezza.

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