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  • Mobbing: una Vita Violentata

    l’attacco collettivo vessatorio di una persona più forte o di un gruppo di persone coalizzate verso una vittima designata..E’ una strategia subdola,non dichiarata, ma attuata in modo sistematico e costante nel tempo, che si può svolgere con iniziali quasi impercettibili insulti..Un vago senso di fastidio, scherzi inopportuni, saluti negati, maggiore distanza fisica e psicologica, sguardi e atteggiamenti di sufficienza e di scherno, intolleranza alle sue idee, fino all’isolamento, l’ignorarlo fino quasi a farlo diventare invisibile (mi viene per analogia a pensare alla infanzia di Marilyn Monroe che si sentiva in egual modo ignorata ed invisibile) in altre parole una violenza psicologica protratta, che per divenire mobbing deve avere la caratteristica di non essere un fatto isolato e temporaneo ma deve prolungarsi nel tempo...Successivamente all’isolamento dapprima solo emozionale (cioè di raccolta di dati a livello emotivo individuale soggettivo) subentrano delle azioni concrete: la sua attuazione, la violenza maggiore. E quando la vittima cerca di capire e domanda spiegazioni le viene detto che sono tutte sue fissazioni oppure le viene impedito di esprimersi o le viene ribadito che il problema sta in una sua malattia....Mantenere l’autostima in tali condizioni di “terreno” non è facile, ed è già tanto se riusciamo a contenere l’autodistruzione, perché l’animo umano è fragile e ha sempre bisogno di qualche conferma attorno a se e non di un tribunale speciale...In una situazione di mobbing mancano delle prospettive future e se a tale mancanza di prospettive sociali e lavorative, si associa una vita privata altrettanto “violentata” allora è molto difficile intervenire....ricostruendo la vita di quella persona dalle macerie di una guerra che ha temporaneamente risparmiato solo una unica cosa “la sua vita”...

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