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  • Un Società alla Cocaina

    IN un tratto del Po abitato da cinque milioni di persone, le analisi dell'acqua hanno riscontrato tracce di quarantamila dosi giornaliere di cocaina: una quantità più che doppia rispetto al consumo indicato dalle statistiche ufficiali. Non si ha ancora notizia di anatre sull'orlo di una crisi di nervi, nè di trote sorprese a guizzare fra le onde con gli occhi sbarrati, ma ciò che racconta l'urina versata nel Grande Fiume basta a offrirci un quadro abbastanza esauriente della condizione dell'uomo contemporaneo. Un dopato cronico in perenne saliscendi emotivo che alterna gli eccitanti agli antidepressivi....E' un malessere esistenziale ...inadeguatezza. C'è chi ha paura di non farcela ad arrivare e chi è arrivato ma ha paura di non farcela a rimanere. Tutti convinti di essere gli unici a star male, o comunque quelli messi peggio....alla società che chiameremo “alla cocaina” dobbiamo aggiungere una serie di modelli...la paura dello scomparire, del non contare....Ma chi oggi può dichiararsi neurologicamente equilibrato ed armonico a tutti i suoi livelli comportamentali? Si aggiungono frustrazioni individuali, devianze e pulsioni tollerate fino a farle divenire moda. L’anormalità fa audience....Una “società alla cocaina” in cui il superamento dei limiti individuali è sviluppato non in senso ericksoniano, ma solo in senso negativo, in cui gli altri scompaiono a meno che non servano alla pubblicità o che quegli altri diventino e siano loro stessi....se così non fosse perché mai si butterebbero massi da ciclope dai cavalcavia pensando che siano granellini di sabbia innocente, o oggetti sui binari che potrebbero fare deragliare un treno, o si incendiano auto che potrebbero fare scoppiare condomini...E’ la stessa società “alla cocaina” che crea persone che eliminano i parenti quando sono scomodi ....Una società alla cocaina….avanti tutta… verso il niente…..Un nuovo terrorismo ...che distrugge menti e cuori, di uomini divenuti automi del male.

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