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  • L'ipnosi è dunque manipolazione? Quale prevenzione?

    Gli avvenimenti descritti e analizzati, e le relative dinamiche, sembrerebbero essere in contrasto con la conclusione a cui sono pervenuti tutti gli ipnologi, che hanno stu­diato se vi fosse possibilità di plagio e di coartazione nello stato mentale di ipnosi: che è impossibile far compiere al soggetto in ipnosi azioni in contrasto con i propri principi. Conclusione che invece non è posta in discussione da questi eventi: perché per un cassiere di banca consegnare del danaro ai clienti è un'azione normale, lecita e abi­tudinaria. In effetti, con le prassi operative descritte viene modificato temporaneamente per il soggetto il contesto in cui opera. Per cui un'azione, in realtà ingiustificata, viene com­piuta e vissuta come un comportamento normale. L'amnesia postipnotica, non infrequente effetto secondario delle tecniche di confu­sione, viene potenziata e stabilizzata (per il tempo necessario) dalle relative istruzio­ni disseminate.

  • Suggerimenti Coinvolgimenti Psicoterapia Ipnosi

    il racconto come coinvolgimento e suggestione, come faceva Erickson...Il padre se ne era andato di casa e lei nutriva odio verso di lui, per averla abbandonata...Non volevo e non potevo alimentare sue false speranze ed aspettative, e neppure alimentare il suo odio. Il racconto metaforico mi permetteva di lavorare all’interno di una metafora, che lei gradiva e che le toglieva l’ansia e la paura di un coinvolgimento diretto...Quando una persona, che è con te, vede, ascolta, percepisce cose che non esistono, e le segue, elaborandole dentro di se a suo modo e alla sua maniera si può definire come una situazione di trance...La differenza è metodologica... L'ipnosi nasce, non da una tecnica, ma da un coinvolgimento progressivo nel racconto...Ci si basa sulle reazioni del paziente...Non occorre forzarlo a chiudere gli occhi, li chiuderà da solo se gli piace sognare su quella storia, se è coinvolto. Una ulteriore conferma lo si ha nella seduta successiva. Se ti parla lui, per primo, del carro per l'Oregon significa che ha elaborato la storia e che vuole proseguirla ancora...metafora ha rappresentato il senso del suo problema, che non è più dentro di lui, ma, nel racconto. Tutto questo è metafora, è racconto attraverso il canale di ascolto auditivo, è film quando la comunicazione diviene immagine, è percezione di sensazioni e quindi coinvolgimento profondo, ed è anche ipnosi oltre che psicoterapia ericksoniana. In realtà, Milton Erickson passava da una all'altra continuamente, senza discontinuità....Quello che importa è che l'attenzione del paziente sia focalizzata su quello che state dicendo....Se non vi ascolta ...dovete muovervi, girategli intorno, aprite la finestra o quant'altro in modo che la sua attenzione visiva sia concentrata su di voi, poi dal visivo ritornate sull'auditivo, cambiate tono di voce, modulate la voce finchè non recuperate l'ascolto, toccatelo leggermente, basta sfiorarlo e avrete anche una comunicazione sensoriale percettiva....E' una specie di rappresentazione teatrale, ma non è la vostra, per voi stessi e per mettervi in mostra, ma è per rappresentare in scena quel problema e visto che è rappresentato, voi come regista e sceneggiatore lo potete modificare....Avviene...perchè state usando la comunicazione che usa l'inconscio per comunicare e per elaborare le cose, cioè il canale auditivo, sensoriale percettivo e visivo. Lo state occupando tutto e lui non può far altro che seguirvi. Ma gli imput che voi date sono aperti...attraverso la storia tutto è più dolce e il paziente prenderà quello che gli serve, senza sentirsi preso direttamente in mezzo e coinvolto....

  • Amlorier Votre Eefficacite et Developper Vos Ressources

    Avec Danie BEAULIEU Ph.D université de Montréal

  • Gli Artigli del Passato Atto II I riflessi automatici del Bene

    Io vorrei… che questi pensieri che non ci servono più li buttiamo fuori da noi…. abbiamo aperto la finestra ...Questi pensieri...li facciamo uscire dalla finestra aperta, li facciamo mangiare da Diana, il cane che prima accarezzavi...Mi servo di quello che ci circonda, perché anche se paradossale e fantastico, Giuseppe lo accetta e lo allontana da una realtà sgradevole. Quello che importa è la sua reazione. Giuseppe prima di iniziare la seduta aveva accarezzato il cane con grande e inconsueto entusiasmo, e quindi ho ricalcato il gesto. La descrizione scenica e fantastica di quello che fa il cane è quello che mi aspetto che poi faccia Giuseppe, ma così in modo metaforico e scenico, Giuseppe non viene preso di mezzo direttamente, e diviene spettatore del suo problema....li ha frantumati tra i denti e poi li sputa fuori....Un cane ragiona in modo molto semplice "cosa ne faccio di questi pensieri, per me sono inutili, e allora dopo averli frantumati... li sputa fuori". Allontaniamo, fisicamente da noi, con un gesto della mano che li spinge lontano, tutto quello che non ci serve...il riflesso condizionato, di un male immaginario o di un male reale, che comunque esso sia, allontaniamo da noi... per sempre... chiudendo dietro quei pensieri che sono usciti da quella finestra... la nostra disponibilità a raccoglierli di nuovo. A volte non è necessario capire, e sviscerare tutto quello che ci accade, a volte è sufficiente tenerci lontano e allontanare tutto quello che ci tormenta....Quel peso sul collo, mi dà fastidio sentire quella cosa che mi pesa, quell'incudine di ferro che mi portavo dietro dovunque, che m'impediva di correre, che m'impediva di volgere il capo in quella direzione, che mi rendeva i giorni e le notti pesanti... ora che è uscita da quella finestra... ora che non c'è più... mi rendo conto della sua completa inutilità. “ E mi rendo altresì conto che il mio corpo ha questa nuova forza, che può tendersi come arco e la mia anima può lanciarsi, come freccia, in un cielo infinito, che è ancora tutto da scoprire, tutto da conoscere, e mi rendo conto che i miei occhi in quel cielo diventando dello stesso azzurro cominciano a vedere molto più lontano ……..". "Non so se quel peso avesse avuto una funzione, non so chi ce lo l'ha messo, non so da quanto tempo e li... ma so, semplicemente, che non serve…. che non serve a nulla... e senza quel peso la tua anima è libera di volare."....Ora puoi percorrere nuove strade... e nessuna ti sembrerà difficile... sarai come un elastico che vola" "via, via, via... e tutto si allontana... e nella lontananza le cose assumono un'importanza diversa... le cose più vicine ai nostri occhi, al nostro cuore saranno più rilevanti... altre, le più lontane, verranno dopo, se ci sarà tempo per farle...."Via, via... lasciamo che escano gli ultimi pensieri... apriamo ancora la finestra....ed ora rinchiudiamo quella finestra affinché non possano più ritornare... mai più". ....Tutto questo... nel tempo, diverrà automatico, diverrà un riflesso... appena sentirai delle idee di morte dentro di te... Aprire quella finestra per fare uscire un male e poi richiuderla affinché quel male non torni mai più... diventerà un riflesso automatico del Bene"....più frecce possiedi al tuo arco e meglio potrai difenderti... interrompi i collegamenti che prima si erano creati dentro di te, ora puoi crearne di nuovi...tieni solo quella piccola ansia quella piccola ansia positiva che ci fa aumentare l'aspettativa per le cose, che ancora non sono accadute, Teniamoci solo quella piccola paura…. quella piccola paura che ci permette di non farci male, di non essere avventati....Scava una trincea fra una e l'altra, in modo che quella tua piccola ansia e quella tua piccola paura, non possano stimolarsi a vicenda, e che la rincorsa di una non inciampi nell’altra...e la tua forza si può esprimere semplicemente con una carezza, una carezza che vorresti dare a Diana, al cane che ha frantumato tra i suoi denti quei pensieri che, pur essendo dentro di te, non ti appartenevano. " "Una carezza, che poi darai a tua moglie, la stessa carezza che poi darai ai tuoi figli, quando nasceranno, e che intanto darai ai tuoi nipoti, ad ogni bambino che avrai vicino, e anche a tua madre, perché è questo che tu senti dentro, è questo che tu hai nel cuore... ascolta il tuo cuore... e segui le tue emozioni ". "E lascerai definitivamente quelle idee che non ti appartenevano e quei pensieri che escano da quella finestra, cigolando, come catene del passato, e che mai più... mai più... facciano ritorno... lontano da te... per sempre...Ed ogni volta che tu aprirai quella finestra, ogni volta, vedrai uscire da te tutto quello che non ti appartiene, ed ogni volta che tu aprirai qualunque finestra, ritroverai la stessa sensazione di liberazione e di serenità che hai provato ora". "E così sarà sempre... con quel semplice gesto, farai uscire da te i pensieri che ti tormentavano e qualunque altra cosa che ti potrà disturbare in futuro". "Ed ogni volta che tu chiuderai quella finestra, impedirai a quei pensieri di ritornare, perché li lascerai fuori da te per sempre". "Ed ogni volta che incontrerai un cane per strada, avrai la stessa sensazione che hai avuto oggi, quel cane frantumerà quegli arcani pensieri che tormentavano, molto tempo fa, la tua vita". "Ed allora accarezzerai quell'animale, che come un altro te stesso, ha combattuto questa battaglia con te e per te". "E la tua anima, la tua mente, il tuo cuore, non solo saranno per sempre in sintonia tra di loro....

  • I Depressi? Sono persone chepensano troppo

    L'attività cerebrale dei depressi è inarrestabile, tanto che questi soggetti sono incapaci di fare economia cognitiva e sono schiavi di un costante ed ininterrotto sforzo cerebrale. Tale sforzo produce l'esaurimento precoce delle risorse cognitive e il consequenziale disturbo di concentrazione e di immagazzinamento mnemonico.....Il pensiero convergente, centripeto, brucia lo spazio, occupandolo tutto e si approfondisce nel nostro io, soffocandolo. .. Qualsiasi problema, elaborato in modo convergente, si stratifica su precedenti pensieri, come se fossero strati geologici sedimentati, è un imbuto rovesciato, che prima o poi viene colmato saturato e diviene un peso insostenibile, che l’essere umano non riesce a gestire e a sopportare.

  • Vorrei che i tuoi colori.........

    Vorrei che tutto avvenga naturalmente, seguendo i tuoi equilibri e quelli della natura...come le stagioni della tua vita , le stagioni del tuo cuore e della tua mente...le mie parole, come acqua, come i liquidi che scorrono nelle tue viscere ed in quelle della terra, nutrano il tuo cuore e la tua mente e li rendano fertili....come quell’acqua, che corre in superficie, ed erode le i fianchi delle montagne, mutando il paesaggio, vorrei che le mie parole mutino qualcosa in te, nella direzione dei tuoi desideri....Come quell’acqua scava e si insinua nei grandi massi ed a poco a poco li frantuma, liberando rosso rubino, verde smeraldo e blu zaffiro, vorrei che le mie parole liberino la tua mente, e il cuore e i tuoi colori che li raffigurano nel quadro della tua vita che prende a poco a poco spazio intorno a te.....

  • Carro per l’Oregon SuggerimentiCoinvolgenti. PsicoterapiaIpnosi

    il racconto come coinvolgimento e suggestione, come faceva Erickson...Il padre se ne era andato di casa e lei nutriva odio verso di lui, per averla abbandonata...Non volevo e non potevo alimentare sue false speranze ed aspettative, e neppure alimentare il suo odio. Il racconto metaforico mi permetteva di lavorare all’interno di una metafora, che lei gradiva e che le toglieva l’ansia e la paura di un coinvolgimento diretto...Quando una persona, che è con te, vede, ascolta, percepisce cose che non esistono, e le segue, elaborandole dentro di se a suo modo e alla sua maniera si può definire come una situazione di trance...La differenza è metodologica... L'ipnosi nasce, non da una tecnica, ma da un coinvolgimento progressivo nel racconto...Ci si basa sulle reazioni del paziente...Non occorre forzarlo a chiudere gli occhi, li chiuderà da solo se gli piace sognare su quella storia, se è coinvolto. Una ulteriore conferma lo si ha nella seduta successiva. Se ti parla lui, per primo, del carro per l'Oregon significa che ha elaborato la storia e che vuole proseguirla ancora...metafora ha rappresentato il senso del suo problema, che non è più dentro di lui, ma, nel racconto. Tutto questo è metafora, è racconto attraverso il canale di ascolto auditivo, è film quando la comunicazione diviene immagine, è percezione di sensazioni e quindi coinvolgimento profondo, ed è anche ipnosi oltre che psicoterapia ericksoniana. In realtà, Milton Erickson passava da una all'altra continuamente, senza discontinuità....Quello che importa è che l'attenzione del paziente sia focalizzata su quello che state dicendo....Se non vi ascolta ...dovete muovervi, girategli intorno, aprite la finestra o quant'altro in modo che la sua attenzione visiva sia concentrata su di voi, poi dal visivo ritornate sull'auditivo, cambiate tono di voce, modulate la voce finchè non recuperate l'ascolto, toccatelo leggermente, basta sfiorarlo e avrete anche una comunicazione sensoriale percettiva....E' una specie di rappresentazione teatrale, ma non è la vostra, per voi stessi e per mettervi in mostra, ma è per rappresentare in scena quel problema e visto che è rappresentato, voi come regista e sceneggiatore lo potete modificare....Avviene...perchè state usando la comunicazione che usa l'inconscio per comunicare e per elaborare le cose, cioè il canale auditivo, sensoriale percettivo e visivo. Lo state occupando tutto e lui non può far altro che seguirvi. Ma gli imput che voi date sono aperti...attraverso la storia tutto è più dolce e il paziente prenderà quello che gli serve, senza sentirsi preso direttamente in mezzo e coinvolto....

  • Rilassamento: Vorrei, che................

    Vorrei, che, tu sciogliessi tutte le tensioni, vorrei, che, tu sciogliessi qualsiasi cosa, che, per te è stato o, che, può essere, ancora, un ostacolo sul tuo cammino....il primo giorno del mondo, in cui, tu devi ancora nascere, e nulla è mai accaduto e tutto deve ancora accadere...Vorrei, che, tu ti confonda e ti lasci confondere nei tramonti di fuoco e nelle albe accese. Vorrei, che, tu entrassi nel quadro della tua vita, della tua esistenza, che, è ancora una tela bianca, sulla quale puoi disegnare la tua esistenza e poi riempirla di colori...vorrei, che, tutto si avverasse nello spazio breve di un momento, al contempo, vorrei, che, tu rallentassi i tuoi movimenti, in modo da riempirti di quello, che, ti circonda....Vorrei, che, i tuoi momenti “NO” corressero veloci come gazzelle, su quella tela, e, che, tu li veda scomparire nella lontananza. Vorrei, che, i tuoi momenti “SI” dilatassero il tempo e lo spazio, fino ad occuparlo tutto....Vorrei, che, una carezza indugiasse su di te, come quella linea di infinito, che, stai disegnando e che tu possa reclinare il capo, come colomba, per averne ancora...Io vorrei, che, tu disegnassi quell’aquilone nel tuo cielo e vorrei, che, tu lo seguissi, cercando in alto, oltre le nuvole di questo tempo....Vorrei, che, sul quel quadro, gli spazi vuoti, gli spazi ancora bianchi, diventino aria e, che, quell’aria ti porti via i pensieri e li porti lontano....vorrei, che, i troppi silenzi si riempiano di parole, dolci come il miele, della valle della Bekaa, e di persone, disegnate su quella tela, vorrei, che, le troppe parole diventino solo uno sguardo, che, ti riempie gli occhi, e, che, scenda nel tuo cuore...Vorrei, che, tu allargassi le braccia a quel sole o a quella luna, disegnate nel quadro, e si riflettano e diventino realtà nelle tue giornate di sole e di luna....Ed in quel cielo dipinto, che, continua nel cielo reale, vorrei, che, tu seguissi, con lo sguardo, gli ultimi tuoi pensieri, che, se ne vanno lontano, seguendo uno stormo di anatre, migranti nel cielo....il primo alfabeto del mondo.

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