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  • Sindrome di Stoccolma L’amore per il carnefice Natascha Kampusch

    è una situazione psicologica in cui la vittima di una violenza fisica, psichica o psico-fisica manifesta emozioni positive verso il suo aguzzino, che possono diventare coinvolgimenti, sentimenti, legami, fino all'innamoramento.....paradossalmente più vi è coinvolgimento e drammaticità nella vicenda più può manifestarsi, come se il lieto fine cancellasse l’evento….Paradigmatico della Sindrome di Stoccolma il film di Liliana Cavani: Il Portiere di notte....un ruolo di slave, la schiava e il dominatore......si incatena al letto di lui, un legame indissolubile, oltre il tempo ed oltre la ragione, un legame indissolubile tra la vittima e l’aguzzino che va oltre il presente e il futuro, ma che si alimenta solo del passato, della dolcezza del passato che cancella la sua tragica drammaticità....Veniamo ora alla cronaca…. per fortuna esistono i sogni... che compensano i nostri desideri di trasgressione.... ed impediscono, a volte, che diventino fatti di cronaca... Natascha Kampusch, la giovane austriaca fuggita dalle mani del suo rapitore dopo essere rimasta otto anni chiusa in un garage non vuole vedere sua madre….E’ normale per un bambino passare dall’amore all’odio, paradossalmente più manca la fonte dell’amore, più lo si nega….lo si fa per sopravvivere…. A volte lo fa anche l’adulto….per sopravvivere…. Se il buono manca, se il buono non riesce a salvarmi, se non può farlo….è colpevole di non averlo fatto….Più sono forti le aspettative a riguardo e più questo sentimento di amore iniziale diventa apparente indifferenza e poi odio col passare del tempo…. Anche l’eventuale morte del buono, di chi doveva proteggermi e non l’ha fatto, in questo caso il genitore….è vissuto come un tradimento, una mancanza….Paradossalmente diviene l’aguzzino, l’unica fonte di affetto e di amore, perché è l’unica entità presente in un mondo a parte, di cui finirò per sentirmi parte, in quanto non sono più parte del mondo di prima di quell’evento…..Non ho altri termini di confronto, non ho altro per superare quello che mi accade….. Ho solo quel continuo accadere…..Quel vestito che Natascha Kampusch ha conservato dal giorno del suo rapimento….da lì bisognerebbe ripartire….per riportare alla luce una memoria…che Natascha Kampusch non si vuole ancora riappropriare, ed in cui non vuole rientrare….al momento….come è tipico del PTSD…. Ci vorrà del tempo….come in una elaborazione del lutto….di un genitore che c’è ma che in realtà non c’è e non c’è stato per ben 8 anni….perché il mondo per Natascha Kampusch non è quello reale ma quello vissuto, subito, amato….in quel garage….Al di là di Natascha Kampusch….oltre Natascha Kampusch…. Per quanti di noi il mondo è solo una sua parte…. Ed a volte uno squallido garage….. Tra una tanichetta d’olio ed uno straccio….un briciolo, sia pur squallido, d’amore….

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