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    Qualcuno degli spettatori risponde che la storia lo intriga… come la trama di un film.... Molti, indipendentemente dalla età e dal sesso, salutano con la manina per essere immortalati dalle telecamere… La voglia di comparire sempre e comunque… La paura di essere anonimi E che l’anonimato li cancelli come un file sullo schermo di un computer... Una sindrome dei "saremo famosi".... L'importante è apparire non importa per che cosa... l'importante è esserci. Esserci si …ma sopra le righe...in un modo che crea disagio. In un eccesso che non distingue più la realtà dalla finzione... partecipano alla vita e alla morte come se fossero davanti allo schermo della tv, ad assistere ad un reality show. Passano da una scena all'altra della vita, come se avessero un telecomando in mano. Sono fisicamente là....eppure non ci sono.... Sono dappertutto e da nessuna parte… Forse non dipende solo da loro, ma da una confusione tra realtà e finzione che la mente, subissata da immagini che si sovrappongono, a livello inconscio, non riesce più a distinguere. Iacovitti raffigurava in alcuni suoi fumetti uomini striscianti o rotellanti e salami che sbucati dalla terra divenivano parlanti e camminanti, in una visione paradossale della realtà, in cui era animato chi non poteva esserlo. Forse quei salami di Iacovitti oltre al movimento col tempo hanno acquisito anche un anima rubandola agli uomini.

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