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    Ancora Udine…come un richiamo atavico….verso le montagne e la purezza della neve, al di la della confusione della pianura ….la quiete…..dopo la tempesta….il padre non è un passante con uno stupido cartello alzato che predica bene ma, sicuramente, a casa sua, razzola male. Un padre ha lo stesso sangue, ha dentro parte delle stesse cellule e mi rifiuto di credere che possa anche solo lontanamente volere il male della figlia. Se le voleva male la avrebbe lasciata nel dimenticatoio, salva coscienze, dove la figlia era.

  • Eluana Englaro Psicoterapia ericksoniana del padre Parte II

    All noise for nothing. Non nel senso della vita ma dell'indulgere a trasformare una questione privata in un grande fatto mediatico. La vita e il suo cambiamento in qualche cosa forse di diverso dovrebbero avere una diversa dignità .....Si parte forse per qualcosa di più bello. Il sole dopo la pioggia. Discese dopo salite.....

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    Se Battisti ha potuto scegliere di fare cose degne e che lo hanno reso famoso, anche gli altri, le vittime, avevano lo stesso diritto. E anche se, quegli ultimi avessero fatto delle cose banalissime e senza importanza e anche se la loro vita fosse corsa senza neppure il trillo di un campanello, loro avevano il diritto di vivere la loro vita......altrettanto bene avrebbe fatto ad adottare e a proteggere i diritti dei morti, di coloro che vengono solo ricordati e rimpianti, ma mai rispettati......

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    sudore antico e senza tempo…. Ora una speranza…. Non di altro sudore ma del suo rispetto e della sua evoluzione, patrimonio di tutti.

  • Non c'è futuro senza il rispetto e l'insegnamento della memoria

    cancellarli del tutto, è come cancellarli una seconda volta. Cancellati dalla morte ed ora cancellati nel ricordo della vita, di chi resta. Credo che i militari di Nassiria avessero idee diverse, ognuno le proprie idee, molti certamente anche le stesse del sindaco. Ma la morte li ha accomunati tutti. Erano la perché militari, perché comandati ad un lavoro che hanno svolto con pietas ed umanità. Come lo hanno svolto nel Libano, Kossovo, a Saraievo, nei Balcani, a Timor, in Africa, in Asia e in mille altri luoghi….facendo il loro dovere e impedendo abusi e carneficine. Ma facendolo col modello italiano che negli ultimi 50 anni non ha aggredito nessuno ma è stato apprezzato dagli uni e dagli altri. Visto che continuamente la società civile segue i modelli altrui e d’oltre oceano, che in fondo disprezza, dovremmo essere fieri del modello del soldato italiano che abbiamo esportato. Disperati? Disperato non è peculiare di chi fa il militare, disperato lo può essere chiunque….anche un cameriere, un meccanico, un medico, un sindaco. Quanti nella vita sognano l’infinito e si devono accontentare di quello che possono trovare? E’ una colpa questa? Io credo che chi è andato la ci sia andato per tante ragioni, ideali, economiche, di dovere, e più probabilmente come insegna il funzionamento della psiche umana per tutte queste ragioni insieme e per altre ancora.. Le lacrime di chi resta sono le stesse e la morte le accomuna e le sublima tutte. Per amare la vita e credere nella bellezza della vita e del dialogo tra i popoli bisogna per prima cosa rispettare la morte…specie di chi ti muore accanto ed è della tua stessa terra. Non c'è il futuro senza il rispetto e l'insegnamento della memoria.

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