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  • Il LinguaggioFantastico del FilmDelSogno. L'Effetto scenico

    Il Sogno è un film, è il film della parte emozionale, che ne è il regista, sceneggiatore, e montatore. Si svolge a livello di profondità maggiore della realtà reale, ecco perché l’impatto è sempre molto intenso. E’ una sensazione ed immagine, pura, senza freni razionali e coscienti, che raggruppa sensazioni, immagini e suoni, che abbiamo raccolto, a livello sublminale, nello spazio temporale della nostra vita, in una completa distorsione spazio temporale, nel senso, che, passato, presente e futuro, diventano un unico tempo, i cui passaggi dall’uno all’altro sono determinati dalla Analogia e dalla Assonanza, di fatti accaduti in tempi diversi o che devono ancora accadere…Il sogno rappresenta una comunicazione globale tra spazi e tempi diversissimi, senza il limite che la razionalità impone. Rappresenta una comunicazione globale tra tempi già avvenuti e tempi ancora da venire, tra spazi già occupati e spazi ancora da occupare. E tutto è incredibilmente vero, per cui possiamo essere ancora non nati, nel grembo di nostra madre, alimentati dai ricordi inconsci, oppure passare oltre la morte, la nostra morte, nella vita che ci aspettiamo ancora da vivere, secondo le aspirazioni che abbiamo, di quella vita non ancora accaduta....particolari tecnici sono insignificanti, e il materiale scenico, fantastico, e della trama è infinito, perché raggruppa l’intero ciclo della nostra vita, raccolto a livello subliminale..E questi dati, li mette insieme senza alcun limite di fantasia, in un tempo distorto, non solo per i tempi del tempo considerato (passato, presente, futuro) ma, anche, concentrandoli in un tempo, in cui avvengono molte più cose di un tempo reale....Nel sogno possono essere straordinariamente invertite le valutazioni della vita e della morte, a vantaggio di elementi scenici, in cui i colori e le immagini e le sensazioni acquistano una importanza preponderante rispetto a questi concetti “terreni” L’effetto scenico può catturarci completamente e divenire protagonista, a scapito di valori reali, divenendo un film della non vita e della non morte, in una quasi eternità....Il cielo, sulla lunga linea dell’orizzonte, era di diverse tonalità e profondità di arancione, con delle strie rossastre, che, a tratti si stratificavano e poi si ri-nascondevano, eclissandosi nell’arancione, come coda di drago....si sentì percosso da una frustata che gli lacerava i vestiti e che lo sollevava in aria, come uccello senza ali, ma stranamente senza paura e senza dolore, in una corsa senza fine avvolto in una nebbia di vuoto assoluto. Ma poi quel vuoto si riempiva di oggetti, che gli correvano intorno e lo superavano e che lui avrebbe voluto fermare e raggiungere. Non gli importava di morire, era dolce quel morire, perché era dolce quel volare...faceva il bagno in quel piccolo laghetto, indugiava a piccole bracciate, verso il pontile in legno, da lì guardò affascinata lo spettacolo di quel quadro dell’arancione e dei rossi nel cielo, che si mischiavano e si rincorrevano.....

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