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  • Handicap: Non solo parole

    Sono 60-70 mila gli italiani para o tetraplegici, immobilizzati in carrozzina. Con la vita stravolta nel 65% da un fulmine a ciel sereno: incidenti d'auto, moto o sportivi...“ l’handicap è come il Sud, tutti ne parlano, ma nulla o troppo poco cambia… Siamo come una vetrina….che si addobba nei giorni di festa… ma poi le feste finiscono… E sono più i giorni di pioggia rispetto a quelli di sole…”

  • 25 Aprile In memoria del partigiano Guido Guernelli

    Al CRAL venne dato il nome del partigiano Guido Guernelli, ap- appartenente alla Brigata 7° GAP, caduto nella gloriosa battaglia di Porta Lame”....Ho citato la resistenza e l’eroico nonno, perché, in quella particolare famiglia, di mio cugino Ivan, il ricordo di quel nonno fu un fatto sempre presente, ispiratore di principi universali e familiari, di dignità e di tolleranza e di amore per gli altri, che, poteva spingere anche a estremi sacrifici.

  • Risorse: Handicap: la storia di Ivan

    Forse, è nella difficoltà estrema, che, l’uomo riesce a tirare fuori le sue risorse migliori. Nello sport e nella vita...Ivan...passeggiava per strada con la fidanzata, quando… si portò le mani alla testa, per il dolore lancinante che sentiva, il mondo gli girò addosso e cadde su di lui....Uscì dall’ospedale, che, era un’altra persona, semiparalizzato, quasi incapace di proferire parola, e con un grave deficit intellettivo. La fidanzata, in punta di piedi, scomparve…Ivan, col tempo, riprese parzialmente a camminare, a scatti, in modo instabile, ma riprese, anche la parola ritornò, ma, era una parola strascicata, che, esprimeva spesso pensieri inconcludenti. Sua madre lo capiva benissimo, ugualmente, e lo anticipava nelle risposte, perché lei gli era sempre stata accanto, anche quando non parlava e intuiva le cose, come solo le madri sanno fare. Il padre di Ivan era un omone grande e grosso, nervoso fuori ma dal cuore grande e tenero dentro, che adattò la sua vita per quel figlio......Ivan volle imparare a pescare e la pesca si adattava a lui, perché era uno sport calmo e lento, con tempi lunghi di attesa, in cui, Ivan si perdeva....Ivan ebbe innumerevoli ricadute della sua malattia, nuove emorragie cerebrali, nuovi interventi chirurgici in quella sua testa martoriata. Ed ogni volta, il suo fisico e la sua mente ne risentiva e tornava indietro a ritroso nel tempo, sempre più bambino....la nonna paterna la sorella del padre, il marito di lei e il loro figlio, si unirono in una sola famiglia, e vissero nello stesso appartamento... Non si citava molto, il nome di Dio, in quella famiglia....ma, io credo che la presenza di Dio, fosse più presente lì, che, in molti altri luoghi....in quel paradiso, lui sia là, a pescare in riva a un fiume, pieno zeppo di trote, accanto a suo padre.

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