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Franco Sorrentino

Omaggio al giornalista Franco Sorrentino, simbolo della baresità, innamorato della sua città "alta e snella".

Bari vecchia

Me lo ricordo ancora, quando beveva bicchieroni di latte Perla durante la sua trasmissione “Francamente”, sospirando di tanto in tanto diceva: “S’ pot’ fa stà vit’?” e annuendo aggiungeva “Si può, si può!”. Indipendentemente dalle sue idee politiche, condivisibili o meno, era uno che ci sapeva fare, polemico sempre su tutto, e amante della sua città. Vicedirettore del quotidiano Puglia, è stato presidente della giunta provinciale di Bari e vicesindaco.
Durante l’ultima puntata della sua trasmissione, girata la mattina precedente al giorno del suo decesso, ha affermato di essere liberale perchè lo era nato. Politico, imprenditore e giornalista, fu testimone della strage del 28 luglio ’43 a Bari, quando in via Niccolò dell’Arca l’esercito sparò su un corteo di antifascisti.
Alla sua città, di cui conosceva storie, leggende e vicoli, aveva dedicato molte pubblicazioni l’ultima della quale è intitolata «C’ero anch’io».
Sorrentino è stato tra l’altro conduttore della rubrica «Le lettere di Franco Sorrentino» sul quotidiano Puglia, di cui proprio il giorno del suo funerale è apparsa l’ultima edizione.