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Il Musicante

Intervista ad Alessandro Romanelli uno dei fondatori del sito “Il Musicante”.

“Il Musicante” è un sito per chi ama la musica ed è curioso di conoscere, oltre alle manifestazioni culturali locali, anche la storia della musica, le recensioni su rassegne e concerti, oltre ad un ampio archivio di guide all’ascolto: dalla musica classica a quella contemporanea, dal jazz al rock.

Ecco l’intervista:


1 – “Il Musicante” è un sito per chi ama la musica e che non si sofferma solo sulle manifestazioni musicali locali, ma che indaga e istruisce sulla storia stessa della musica. Com’è nata l’idea di comunicare attraverso il web questa passione?

“L’idea non è solo mia. Ma l’ho subito condivisa con l’attuale webmaster del Musicante Andrea Di Paolo. Un compositore e pianista abruzzese, che ho incontrato in rete due anni fa, quando era guida per la musica classica proprio a Supereva. Quell’incontro è stato indubbiamente foriero di progetti e novità.”


2 – Avete ottenuto il riscontro desiderato? Ovvero, numericamente parlando, quanti accessi avete in media al giorno?

“Inizialmente – parliamo del gennaio 2002 – abbiamo subito avuto un riscontro mensile di 5000 contatti circa. Attualmente il sito è anche segnalato dai principali motori di ricerca: da Altavista a Virgilio. Il sito si occupa in prevalenza di musica classica, contemporanea e jazz. Quindi, ci sembra già incoraggiante questo tipo di dato. Adesso a settembre partiremo anche con il rock. Chi ha piacere può ovviamente darci una mano, scrivendo al nostro indirizzo di posta elettronica visibile sul sito.”


3 - Presentaci i membri dello staff de “Il Musicante”.

“Per il momento oltre a me e ad Andrea Di Paolo, ci sono Alessandro D’Amario e Domenico Quintavalle. Ma ci auguriamo di avere quanto prima nuovi ingressi, in modo da rendere il sito ancora più completo ed organico.”


4 - In quali progetti siete attualmente impegnati?

“Adesso abbiamo inserito questa rubrica di recensioni su rassegne e concerti seguiti in estate in giro per l’Italia. Poi c’è il nostro interesse per la musica contemporanea (quella per intenderci dal Novecento ad oggi), che in Italia non ha purtroppo ancora lo spazio e l’attenzione che meriterebbe, anche da associazioni e teatri tra i più noti. ”


5 – Per il futuro che progetti avete?

“Per il momento cerchiamo di trovare soprattutto degli sponsors che possano sostenerci. Il nostro impegno è completamente gratuito, ma alla lunga bisogna anche augurarsi che ci sia un mecenate dell’industria (sogniamo uno alla Natuzzi, per esempio) sensibile alla cultura e ai nostri obiettivi prevalentemente divulgativi dell’arte musicale e che possa darci una mano concreta per lavorare con più tranquillità.”


6 - Che musica ascolti?

“Questa è una domanda da un miliardo di Euro!? Mi piace ascoltare tutto dalla classica al jazz, dalla lirica alla contemporanea, purchè sia musica di qualità e non assordante rumore per le orecchie… tipo tecno e roba del genere, spacciata purtroppo per musica, anche da radio e tv”


7 - Qualcuno dello staff de “Il Musicante” suona uno strumento? E se sì quale?

“Io ho studiato per alcuni anni il pianoforte, anche se poi ho lasciato, per approfondire maggiormente lo studio della storia e della guida analitica all’ascolto musicale. Andrea è invece un musicista nel senso autentico del termine. E’ lui, in fondo, il motore strategico del sito, anche se ha “solo” 25 anni, mentre io ne ho qualcuno di più (appena 39… pensi siano troppi?)”


8 - Pensi che Internet dia solo una falsa impressione di “comunità” o credi che invece sia un modo veloce per avvicinarsi alle persone che amano la musica?

“Internet in Italia è ancora agli albori. Mentre, negli Stati Uniti ed in Giappone, per esempio, mi risulta che la rete sia diventata una cosa ormai imprescindibile per chi lavora, chi viaggia, chi acquista, chi cerca l’anima gemella o semplicemente per chi vuole leggere il suo oroscopo personale. Per la musica internet potrebbe davvero diventare importante, soprattutto in Italia, quando sarà alla portata di tutti come la radio e la televisione. Ma occorreranno, a mio avviso, almeno altri 4/5 anni (ad essere ottimisti) per una reale rivoluzione telematica in questo senso…non credi?”

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