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Natale in Salento

L'atmosfera si carica di pathos e i suggestivi centri storici delle città divengono il punto nevralgico di tutta una serie di manifestazione che ne faranno un centro per numerosi turisti.

La Tradizione e il Folclore salentino vivono attraverso le tante manifestazioni annuali che esprimono il carattere sociale e religioso della popolazione. I riti, le feste, le usanze, ritornano tutti gli anni con l’intento di rinnovare la storia e la realtà più profonda di questa terra, cercando anche di comunicare ai visitatori i valori della cultura contadina e preindustriale che, spesso, la quotidianità nasconde dietro a bisogni apparentemente più immediati.

È ormai cognizione comune che le attuali feste cristiane abbiano sostituito nel tempo le più antiche festività pagane, che ritualizzavano alcuni passaggi importanti dell’anno, per esempio, dall’inverno alla primavera, dal buio alla luce, i romani, per esempio, chiamavano il solstizio d’inverno “Natale del Sole invictus” a cui, appunto, si sostituì il Natale cristiano.
In Salento sono numerose le iniziative folcloristico-religiose che cercano di esprimere e reinterpretare il Grande Mistero; la più importante di esse è il Presepe Vivente di Tricase (Monte Orco), uno dei riti che meglio esprime il Natale Salentino.

Il dicembre Salentino offre numerosi eventi sociali, quali la “sagre della pittula” (impasto preparato a base di farina e farcito in diversi modi), la festa di Santa Lucia e i diversi momenti culturali (mostre d’arte, mercatini del libro, teatro comico e religioso, ecc.) organizzati dalle tantissime associazioni.

Nella notte tra il 31 dicembre e l’1 gennaio si costituiscono numerose compagnie con cui festeggiare, accompagnando le grandi abbuffate con petardi e fuochi pirotecnici. Il capodanno gallipolino è accompagnato dall’accensione de “U Pupu” (pupazzo), ovvero la rappresentazione popolare dell’anno vecchio che passa.La prima alba di ogni nuovo anno è nel Salento.