La tradizione del consumo del capitone durante le festività natalizie è particolarmente sentita in diverse regioni italiane. Molti non disdegnano di aggiungere anche frutti di mare alle pietanze del cenone, per non parlare del Baccalà che è quasi immancabile.
Naturalmente se tutto questo bendidio riuscisse ad arrivare sulle nostre tavole mal conservato o addirittura spacciato per qualcosa che in verità è altro la cosa diventa molto seria.
In questo sequestro infatti si è appurato che il Baccalà in realtà era Filetto di Brosme, Molva e Ling e accumulato in luoghi inidonei; insomma oltre alla palese frode, si metteva a rischio la salute dei consumatori, in barba allo spirito natalizio che dovrebbe far diventare tutti più “buoni”.
Fortunatamente a Bari ci ha pensato la Guardia Costiera a tutelarci! A questi servitori dello Stato i migliori auguri di Buon Natale.
Di questo e altro si parla nel sito Corriere del Mezzogiorno. Di seguito la parte introduttiva dell’articolo:
“Diciotto tonnellate di prodotto ittico sequestrate dalla guardia costiera di Bari perché conservato senza rispettare le norme igieniche. Un blitz che «salva» i cenoni delle Feste dal pericolo di intossicazioni. L’operazione, denominata «Onda d’urto», ha interessato numerosi esercizi commerciali del Barese…”
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Luigi Perillo








