Questo sito contribuisce alla audience di

Storia della seconda Guerra Fredda

La fine della Guerra Fredda tra gli Usa e l'ex-Urss non deve far dimenticare che anche la Cina si è contrapposta inflessibilmente all'Occidente in quei decenni, ed ancor oggi agli Stati Uniti d'America.

Questa rivalità risale agli anni ‘40 quando il governo nazionalista cinese, dopo la sconfitta dell’imperialismo giapponese, riceve il deciso appoggio degli USA nella sua estenuante e perdente lotta contro i comunisti di Mao Tse-Tung, appoggiati dai sovietici. Solo l’aiuto americano permette al Kuomintang sconfitto di ritirarsi a Taiwan nel 1949 e di crearvi un proprio regime che fino agli anni ‘70 sarà riconosciuto come il solo e legittimo governo cinese dall’ONU e dall’Occidente.

Lo scontro diviene subito diretto nella guerra di Corea (1950-53) dove volontari cinesi combattono contro le truppe americane. Intanto Mao aiuta i vietnamiti nella loro lotta anti-francese (fino al 1954) e promuove il movimento dei Paesi Non-Allineati (1955) ed il suo indirizzo in parte anti-occidentale. L’inimicizia tra Cina ed Usa viene esacerbata dall’aggressiva politica estera di Mao e dalla feroce repressione in Tibet (1959), oltre che dalla presenza di truppe americane in Giappone e Corea. Addirittura nel 1958 l’ennesima crisi di Taiwan porta le due potenze sull’orlo della guerra.

Solo il disimpegno di Nixon dall’Indocina, dove i cinesi appoggiano i comunisti vietnamiti e cambogiani ed il profondo deteriorarsi dei rapporti cino-sovietici (culminato in feroci scontri nel 1969 lungo la frontiera siberiana) portano nel 1972 ad un primo contatto tra i due Paesi. Ma ogni progresso è ritardato dall’anarchia che sconvolge la Cina in seguito alla Rivoluzione Culturale (1966-1976) e delle lotte politiche del dopo-Mao. Solo con l’avvento di Deng Xiao-Ping si ha una decisa apertura all’Occidente; nel 1979 gli USA riconoscono la Cina comunista e si concludono gli accordi per il pacifico ritorno di Hong Kong e Macao alla madrepatria.

I continui progressi degli anni ‘80 vengono però quasi spazzati via dalla feroce repressione del 1989 a Pechino in Piazza Tien An Men che rende palese la volontà dittatoriale della dirigenza comunista. Sono seguiti 10 anni di freddezza politica e continui e crescenti rapporti economici. Gli Usa accusano la Cina di spionaggio, violazioni dei diritti umani e di minacciare la pace regionale, la Cina li accusa, invece, di ingerenze nei propri affari interni e di ostacolare la riunificazione con Taiwan. L’ostilità ha raggiunto il culmine dopo il fortuito (?) bombardamento dell’ambasciata cinese a Belgrado durante la guerra del Kossovo. La Nuova Guerra Fredda forse è appena inziata…