Questo sito contribuisce alla audience di

Le frontiere calde della Cina sul mare

La Cina, nonostante la sua indubbia apertura economica a scambi ed investimenti stranieri, segue una politica estera guardinga e conflittuale tipica d'uno Stato autoritario.

La Cina non ha veri alleati all’estero, ma potrebbe avere degli importanti partner strategici in Asia. La sua influenza è aumentata dalla presenza di ricche minoranze cinesi in tutto il Sud-est asiatico: in Thailandia, Vietnam, Indonesia, Filippine e soprattutto Malesia (oltre 1/3 della popolazione), mentre Singapore, addirittura, è una città stato cinese. Questa diaspora si distingue per compattezza ed attivismo economico, ma la sua rilevanza politica è ancora potenziale e la stessa Cina non la tutela affatto così come si è visto durante i violenti disordini anti-cinesi avvenuti in Indonesia nel 1998.

Comunque, anche l’annosa questione delle isole Spratlys ostacola le reciproche relazioni. Vietnam e Cina si sono scontrate militarmente nel 1976 e nel 1988 in quell’area (nel 1974 Pechino fece occupare militarmente le isole Paracelso) ed anche Indonesia, Taiwan e Filippine le rivendicano. Comunque non sono le sole rivendicazioni cinesi ad est, che riguardano anche le isole Pescadores e la “ribelle” Taiwan. La Cina è irremovibile sulla riunificazione con l’ex-Formosa dove governano ancora i discendenti dei nazionalisti cinesi, sconfitti dai comunisti nella guerra civile, e arrivati lì dal continente nel 1949. Essi stessi puntano alla riunificazione, ma mai sotto dominio comunista.

Taiwan, indipendente de facto, dispone di un esercito e di una flotta potenti e moderni e minaccia di dichiarare l’indipendenza de iure, soprattutto ora che è in aumento l’importanza politica dei taiwanesi originari al posto di quella dei cinesi continentali che li hanno governati per oltre 50 anni. La vittoria a sorpresa del candidato dell’opposizione autonomista alle ultime presidenziali potrebbe spingere il Paese in questa direzione, ed allora le frontiere cinesi sul mare diverrebbero veramente “calde”