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I volenterosi aspiranti all'Unione Europea

Nei prossimi vent'anni i confini dell'Europa comunitaria si sposteranno ancora più ad est e, forse, più a sud. Ma chi saranno i futuri membri dell'Unione allargata?

Sicuramente gli ex-membri del disciolto Patto di Varsavia, ma non bisogna dimenticare che la porta è sempre aperta a quegli Stati occidentali già in possesso di tutti i requisiti minimi per l’entrata nell’Unione: Norvegia, Islanda e Svizzera. Vari motivi (la storica neutralità per la Svizzera, due referendum ostili in Norvegia e l’isolamento geografico dell’ Islanda) hanno finora impedito il loro ingresso.

Tra i paesi neo-democratici e neo-capitalisti dell’est i più seri candidati sono Polonia, Repubblica Ceca ed Ungheria, indubbiamente le nazioni che hanno conseguito finora i maggiori successi politici ed economici nella loro transizione dal comunismo all’Occidente. E la loro entrata nell’Unione, che coronerebbe i loro sforzi, e molto probabile essendo Stati solidi ed avanzati, geograficamente prossimi e strategici ed avvantaggiati dal loro recente ingresso nella NATO e dalla influente sponsorizzazione tedesca. Quasi nella loro stessa situazione è la piccola e sviluppata Slovenia, brillantemente uscita indenne dalle numerose crisi ex-jugoslave degli ultimi dieci anni.

In seconda battuta abbiamo Slovacchia, Romania e Bulgaria la cui ammissione, però, non é probabile prima di 15, 20 anni vista la loro ancor precaria situazione economica e le loro democrazie ancora instabili. Invece molto più promettenti sembrano le condizioni delle tre repubbliche baltiche (Estonia, Lettonia e Lituania) assecondate da governi stabili ed efficienti e da un impetuoso sviluppo economico, ma che risentono ancora delle pesanti conseguenze del cinquantennale dominio sovietico e della scomoda vicinanza del turbolento gigante russo che potrebbe vedere con sfavore un’espansione occidentale fino ai suoi confini. In ogni caso per tutti gli Stati nominati l’ammissione è solo questione di tempo essendo loro parte integrante dell’Europa; lo stesso non può dirsi per altri candidati…