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Colombia, prima linea della lotta al narcotraffico

Più che per la guerriglia delle FARC la Colombia è tristemente nota all'estero per il fenomeno del narcotraffico che, negli ultimi vent'anni, è diventato un vero pericolo per l'esistenza di questa nazione sudamericana, immergendola ancora di più in una spirale di violenza e corruzione.

la Colombia, assieme al Sudafrica, è il Paese più violento del mondo: il numero di omicidi e rapimenti è altissimo e la stessa lotta politica è sempre stata molto dura; negli ultimi decenni numerosi movimenti d’opposizione , vista l’impossibilità di arrivare al potere per vie legali, si sono dati alla guerriglia ed al terrorismo.

A tale violenza si aggiunge quella dei cartelli della droga che, dalle loro roccaforti negli inferni urbani di Medellin, Cali e Bogotà controllano il traffico della cocaina prodotta in Sudamerica ed inondano di stupefacenti Nordamerica ed Europa. La loro ricchezza ed ambizione, diventando violenza e corruzione, avvelenano la vita sociale ed economica del Paese. I narcotrafficanti godono di protezione negli apparati governativo e poliziesco ed hanno stretto accordi con guerriglie e squadroni della morte che si finanziano, in parte, coi proventi del traffico di droga. Negli anni ‘80 i Narcos, guidati dal carismatico e spietato Pablo Escobar, avevano quasi creato uno stato nello Stato, soprattutto a Medellin.

Le pressioni USA, inondati dalla coca colombiana, e la consapevolezza del degrado e discredito in cui era caduta la Colombia hanno spinto il governo di Bogotà a combattere duramente Escobar ed a formare efficienti unità speciali antinarcos, ma come un idra, il potere dei narcotrafficanti si è poi diffuso in tutta la nazione essendo, paradossalmente, una fonte di ricchezza e sostentamento per molti colombiani. Oramai i cartelli della droga, in primis quello di Cali, sono un pericolo grave come la guerriglia rivoluzionaria per le istituzioni. Sicuramente la soluzione del problema politico e militare in Colombia non è separabile da quella dell’emergenza criminale affondando entrambe le proprie radici nell’indigenza di buona parte della popolazione.