I Singalesi buddisti controllano il governo e l’esercito, mentre i Tamil ribelli formano la maggioranza della popolazione nel nord e sulle coste orientali dell’isola dove, infatti, infuria la lotta tra i soldati governativi ed i guerriglieri del LTTE, le c.d. Tigri Tamil, che aspirano ad un loro Stato indipendente, l’Eelam.
Oltre ai combattimenti convenzionali tipici della guerriglia, le Tigri affrontano l’esercito in vere e proprie battaglie campali ed occupano vaste aree del paese, mentre i loro temutissimi attentati attentati esplosivi spargono morte e distruzione nella capitale Colombo. Dopo l’indipendenza dalla Gran Bretagna l’isola, ricca di risorse e ben situata geograficamente, sembrava avviata sulla via dello sviluppo, ma il predominio singalese ha fatto nacere nei Tamil, originari del sud dell’India, il desiderio di maggiori diritti ed autonomia.
Purtroppo il confronto è degenerato violentemente negli anni ‘70 quando alla repressione dell’esercito si è opposta la ribellione del LTTE, guidato dall’abile e spietato Velupillai Prebakharan, che ha resistito a numerose offensive governative ed ad un intervento militare indiano. Addirittura i famigerati kamikaze tamil hanno assassinato numerosi capi politici e militari dello Sri Lanka, oltre al premier indiano Rajiv Gandhi. Grazie agli aiuti clandestini della diaspora Tamil e quelli provenienti dal vicino stato indiano del Tamil Nadu, le Tigri resistono ancora ed il conflitto infuria attorno alla loro capitale del nord, Jaffna, mentre la sola Norvegia è impegnata in un coraggioso tentativo di mediazione in una delle tante guerre dimenticate del nostro tempo che dura ormai da troppi anni devastando la perla dell’oceano indiano.

Maurizio Romani








