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Quebec, lo sfuggente miraggio dell'indipendenza

Anche nel granitico Nordamerica il secessionismo, tipico dell'Europa e dell'Africa, non è sconosciuto, anzi dagli anni '60 il Quebec, provincia francofona del Canada, oscilla tra piena autonomia e ricerca spasmodica dell'indipendenza.

Il Canada è uno stato federale e bilingue, ma i francofoni sono la maggioranza solo nell’estesa provincia orientale del Quebec ed in costante diminuzione nelle altre parti del paese di fronte all’assimilazione ed all’arrivo di numerosi immigrati tendenzialmente anglofoni (cinesi, indiani, britannici, italiani…). Questo timore e la forte identità dei c.d. Quebecois hanno portato a parecchi accordi col governo centrale di Ottawa per una sempre maggiore autonomia della provincia ed ad un uso quasi sciovinistico della lingua francese all’interno dello stesso Quebec, che sfavorisce gli anglofoni e gli immigrati.

Ben due referendum indipendentistici si sono tenuti (l’ultimo nel 1995), ma senza successo; d’altra parte la stessa uscita del Quebec dalla federazione metterebbe a repentaglio l’esistenza stessa del Canada (le rimanenti province anglofone in cosa si differenzierebbero allora dagli Stati Uniti?).

In ogni caso vi sono grosse comunità francofone al di fuori del Quebec (in Ontario, Columbia Britannica all’estremo Ovest e, soprattutto, sull’Atlantico), che non sarebbero ricomprese nel nuovo stato e le stesse aree anglofone ed eschimesi del Quebec non vorrebbero, sicuramente, lasciare il Canada: per risolvere questi problemi sono stati tracciati molti ed ingegnosi, per quanto sempre virtuali, piani di spartizione del Quebec, la cui indipendenza continuerà a lungo a rimanere un miraggio…