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America, la pena di morte in Occidente

Gli Stati Uniti d'America, la Nazione più avanzata e potente del mondo, sono l'unico Paese dell'Occidente ad applicare la pena di morte e, vista la loro nota sovraesposizione mediatica, sono divenuti un simbolo irresistibile per abolizionisti e mantenitori della stessa.

La pena capitale è stata reintrodotta negli USA nel 1976 da una famosa (o famigerata…) sentenza della Corte Suprema. Da quell’anno ben 38 dei 50 Stati dell’Unione l’hanno adottata, soprattutto quelli del Sud (in primis Texas e Virginia) e del Mid-West (Indiana,Kentucky,Illinois…), mentre essa non ha attecchito nel più europeo New England. E’ punito con la morte solitamente l’omicidio volontario e la condanna si esegue in vari modi: perlopiù sedia elettrica ed iniezione letale, ma anche impiccagione fucilazione. L’ultraconservatore Stato del Texas esegue il maggior numero di condanne a morte ed il suo governatore, George Bush junior, convinto sostenitore della pena capitale e candidato repubblicano alla presidenza, ha sempre respinto finora le richieste di grazia presentategli. Anche il candidato democratico, Al Gore attuale vice di Clinton, è favorevole alla pena di morte, ma solo per fini elettorali visto che la maggioranza degli americani l’approva. Tra le cause di quest’atteggiamento, così diverso da quelo europeo, il dilagare di una criminalità violenta ed il ripetersi di crimini efferati, la convinzione della funzione di dissuasione della pena capitale ed una certa mentalità giustizialista e veterotestamentaria presente in America. Tra le maggiori critiche al sistema della pena capitale il fatto che si accanisca soprattutto sulle minoranze (soprattutto neri, pellerossa ed ispanici), che anche donne e ritardati mentali siano stati giustiziati, così come siano stati condannati anche dei minorenni. Solitamente l’iter giudiziario prima dell’esecuzione è lungo e complesso e vi sono condannati da 15-20 anni nel braccio della morte, spesso non difesi a sufficienza dai mediocri avvocati d’ufficio assegnatigli in quanto spesso gli accusati (soprattutto se neri…) non hanno denaro bastante per assicursi un buon avvocato ed evitare la sedia elettrica. Invece chi può permetterseli, come O.J. Simpson, riesce a sfuggire alla pena capitale, mentre l’avvocato di Gary Graham, appena giustiziato in Texas sulla base di una sola testimonianza, è un alcolizzato che ha omesso d’allegare una testimonianza scagionante durante il processo. Quindi alla fine più che una questione di razza la pena capitale è l’ennesima situazione in cui a far la differenza sono soldi e status sociale.