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L'equilibrio atomico nel mondo

La fine della Guerra Fredda e del confronto statico e serrato tra le due superpotenze atomiche non ha fermato la proliferazione degli ordigni nucleari, anzi ha creato un mondo più anarchico e multipolare in cui l'uso delle armi di distruzione di massa potrebbe essere, addirittura, più probabile.

Un’escalation atomica tra India e Pakistan o in Estremo Oriente, la bomba come ultima risorsa di Israele di fronte ad un soverchiante attacco arabo, terroristi e dittatori ch’entrano in possesso dei missili nucleari ex-sovietici, questi sono i nuovi e reali pericoli da quando USA ed URSS non controllano più ferreamente i loro alleati.

Al tempo del loro conflitto bipolare la MAD (Mutual Assured Destruction) inibiva nella pratica ogni possibilità d’una guerra nucleare, ma oggi un rovinoso attacco atomico in Medio Oriente o in Asia orientale non distruggerebbe il pianeta, ma sicuramente segnerebbe la prima tappa verso l’Olocausto nucleare. D’altra parte non vi è assolutamente equilibrio atomico al giorno d’oggi: Stati Uniti e Russia hanno arsenali poderosi: i primi diminuiscono, ma modernizzano, le loro atomiche; la seconda vede i suoi missili farsi obsoleti, ma sempre pericolosi ed utili per dare uno status di grande potenza allo Stato primo successore dell’Urss, anche se vi è sempre il rischio dispersione e di gravi incidenti.

La mancanza di un accordo nel limitare la proliferazione nucleare e la mancata firma da parte di India, Pakistan ed Israele dell’apposito trattato, oltre alla forsennata e segreta corsa alla bomba in atto in Iran, Corea del Nord ed altre Stati instabili e militarizzati, mettono a repentaglio, nonostante i progressi fatti con l’accordo SALT II tra Usa e Russia, la sicurezza dell’intero pianeta.