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Le bombe atomiche dell'Occidente

La maggior potenza atomica, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, si trova indubbiamente negli arsenali dei Paesi occidentali, soprattutto in quelli statunitensi il cui primato nucleare è incontestabile.

Gli USA dispongono di armi atomiche sia sul loro territorio sia su quello dei loro alleati in Europa ed Asia, sia sui loro sofisticatissimi sottomarini. Da anni cercano di sviluppare, lentamente visti gli alti costi e l’opposizione crescente delle altre potenze, un sistema di scudo spaziale che gli permetta di bloccare automaticamente qualsiasi attacco missilistico diretto verso di loro.

In Europa la Gran Bretagna e, soprattutto, la Francia dispongono di un avanzato, anche se non poderoso potenziale nucleare autonomo, futura forza atomica della nascente Europa unita. Da sempre i francesi hanno dato grande importanza all’atomo, usando prima il deserto algerino e, dal 1967 al 1996, il Pacifico meridionale per i loro esperimenti nucleari.

Germania, Giappone ed Italia, pur avendone le capacità tecniche e finanziarie, hanno scelto di non dotarsi di armi nucleri anche per via dei vincoli imposti dalla scinfitta nella seconda guerra mondiale. Anche il Canada potrebbe dotarsi in pochi mesi d’un arsenale atomico, mentre Israele dispone da oltre trent’anni di almeno 200 armi nucleari, pur non avendolo mai amesso e senz’aver firmato, assieme ad India e Pakistan, il trattato di non proliferazione, unico tra i Paesi occidentali ad astenersi da quest’impegno.

Visto la sua superiorità, l’obiettivo dell’Occidente, ed in particolare degli USA, è impedire che altre potenze sviluppino pericolosi ed incontrollabili arsenali atomici e controllare il disarmo nucleare nell’ex-Unione Sovietica.