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Re e Principi nell'Europa del XXI secolo

Il clamore suscitato dai 18 anni del principe William in Inghilterra conferma l importanza che i sovrani e le famiglie reali hanno nell'Europa attuale, e non solo dal punto di vista mondano...

Infatti oltre al ruolo di protagonisti della cronaca rosa, soprattutto i reali inglesi e monegaschi, i sovrani s’impongono come autorevoli capi di Stato, simboli dell’ unità nazionale al di sopra delle divisioni di partito, lingua e fede dei propri sudditi. Naturalmente la maggior parte delle teste coronate ha un mero ruolo rapresentativo, tranne nei piccoli principati (Monaco, Lichtenstein e, perchè no, il Vaticano…), ma spesso equivalente a quello di un presidente della repubblica col vantaggio di dare più stabilità e d’esser al di sopra delle parti (almeno ufficialmente…).

Iin questo senso è stato fondamentale il ruolo unificante di re Baldovino nel Belgio diviso tra valloni e fiamminghi o del re di Spagna Juan Carlos al tempo dell’arduo passaggio dal franchismo alla democrazia. E’, invece, molto più simbolico il ruolo dei sovrani scandinavi i quali, tra l’altro, sono molto riservati al di fuori delle occasioni ufficiali.

Nonostante la caduta del comunismo (che li aveva spodestati dopo la seconda guerra mondiale) non sembra esserci posto per i discendenti dei monarchi locali in Europa orientale, anzi i pretendenti alle corone di Romania ed Albania hanno avuto una pessima accoglienza nei loro paesi. Addirittura gli Asburgo ed i Savoia non possono ancora rientrare, divieto anacronistico, in Austria ed Italia.

Comunque la monarchia principe in Europa rimane quella britannica, la più blasonata e tradizionale, ed eventi come i funerali della principessa Diana mostrano il seguito che un’istituzione cosi’ antica ed, apparentemente, anacronistica, riesce ad ottenere oggigiorno forse in risposta alla prosaicità ed all’accentuato tecnicismo poltico ed economico della società moderna.