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Libertà d'informazione, censura e repressione nel mondo

Nonostante l'incalzante globalizzazione ed il flusso istantaneo di notizie disponibili sui più svariati mezzi di comunicazione non bisogna lasciarsi ingannare: la libertà d'informazione è appannaggio soprattutto dell'Occidente democratico mentre in molte parti del mondo...

i giornalisti svolgono il loro lavoro tra ostacoli, pericoli e limitazioni, ed in altri ancora (e non sono pochi, purtroppo…) il governo esercita mediante censura e repressione violenta un ferreo controllo sull’informazione, lasciando entrare ed uscire dai propri Pesi solo alcune selezionate notizie.

In Africa, Asia e Medio Oriente i mass-media sono sotto il controllo dei regimi autoritari al governo, giornalisti vengono rapiti ed uccisi sarvizi segreti o dai ribelli armati, i giornali d’opposizione o moderati vengono chiusi. In Cina, tranne che nell’ancora libera Hong Kong, tutta l’informazione è controllata, ed anche nella democratica India i giornalisti sono spessp vittime di terroristi e criminalità. In Sudamerica la stampa è libera, ma l’informazione corre continui rischi e non si contano i suoi operatori caduti vittime delle repressioni governative o delle intimidazioni dei guerriglieri o semplicemente morti in zona di guerra.

Nella stessa Europa, soprattutto in Jugoslavia o nelle ex-repubbliche sovietiche censura ed intimidazione ostacolano il lavoro dei giornalisti. In Russia, addirittura, il governo controlla pesantemente reti televisive e giornali e li usa per i suoi fini propagandistici. I mass-media tiepidi o critici sono perseguitati, come è successo al gruppo Media Most. Gli abitanti di molti di questi paesi non ricevono la marea d’informazioni di cui si giovano gli occidentali e, quindi, la loro visione del mondo è limitata e distorta dalla propaganda. I peggiori nazionalismi vengono così alimentati e le colpe e le tragedie nazionali minimizzati. L’informazione libera è il battistrada di ogni democrazia e dove manca o è in difficoltà lo è anche la libertà dei cittadini.