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L'ETA e l'estate di sangue in Spagna

Per tutta l'estate la Spagna è stata flagellata da un'agghicciante serie di assassini ed attentati compiuti dall'ETA, l'organizzazione armata che lotta da decenni contro il governo di Madrid per l'indipendenza dei Paesi Baschi spagnoli e per la loro unione con le province basche francesi.

L’ETA (Euskadi Ta Askatasuna=patria basca e libertà) ha usato la tregua, dichiarata unilateralmente due anni fa, per riorganizzarsi, riarmarsi e reclutare nuovi militanti per poi lanciare la sua offensiva nel 2000: politici, militari, giornalisti ed industriali, noti per la loro opposizione al terrorismo sono stati uccisi nei Paesi Baschi ed in tutta la penisola iberica.

Tritolo ed autobombe sono esplose ovunque e nei Paesi Baschi incidenti ed atti di vandalismo ed intimidazione da parte dei numerosi simpatizzanti dell’ETA si sono susseguiti senza tregua. Paradossalmente i Paesi Baschi godono già di una larghissima autonomia e la maggioranza della popolazione si oppone alla violenza degli Etarras, appoggiando i partiti nazionalisti moderati e non Euskal Herritarok, braccio politico dell’ETA.

Il governo spagnolo (il partito popolare che appoggia il premier Aznar ha avuto alcuni suoi esponenti assassinati), ha reagito con nuove ed efficaci misure repressive ed il famoso giudice Baltazar Garzon ha ordinato l’arresto di numerosi presunti terroristi e dirigenti di Euskal Herritarok. Poi, in collaborazione con la polizia francese, è stato catturato il presunto capo dell’ETA. Ora alla guida dei terroristi dovrebbe esserci la famosa e spietata Soledad, prima donna a guidare il movimento.

Il dialogo coi terroristi è quasi impossibile, ma un conflitto aperto fa il loro gioco oltre a dividere dolorosamente la società basca. A dire il vero lo Stato centrale sembra aver scelto la soluzione militare in attesa delle prossime elezioni nelle Province basche L’unica soluzione sarebbe un blocco unico delle forze democratiche basche per isolare l’ETA e trattare da una posizione di forza con Madrid, ma sembra un’utopia politica…