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Storia del terrorismo nei Paesi Baschi

Pochi giorni fa un'autobomba dell'ETA a Madrid ha compiuto una strage, l'ennesimo fatto di sangue di questo drammatico 2000 nella lotta tra lo Stato spagnolo ed i terroristi indipendentisti baschi.

Sono oltre 30 anni che i vari governi del paese iberico affrontano la sfida dell’ETA (Euskadi Ta Askatasuna= Patria basca e libertà), gruppo terroristico tra i più decisi ed audaci del mondo nato negli anni ‘50 come movimento politico-militare d’opposizione al’oppressivo regime franchista ed al suo tentativo di soffocare l’identità e la libertà basca.

I primi membri dell’Eta, nazionalisti e marxisti, ricorrono alla lotta armata e subiscono la dura repressione dei servizi segreti del dittatore Franco: nel 1970 alcuni prigionieri baschi vengono giustiziati, tra lo sdegno del mondo, mediante garrotamento. L’appoggio di buona parte della popolazione basca permette all’ETA di resistere e passare al contrattacco: nel 1973 uno spettacolare attentato esplosivo in piena Madrid elimina Carrero-Blanco, il dispotico successore designato del Caudillo, aprendo paradossalmente la via per una svolta democratica nel paese.

L’ETA, però, continua la lotta per l’indipendenza completa anche dopo il ritorno della libertà e di un parziale federalismo in Spagna. Seguono anni di attentati, assassini ed intimidazioni e quasi metà della popolazione dei Paesi Baschi si astiene dal voto nel referendum che approva la nuova larghissima autonomia della regione nel 1979. Negli anni ‘80 il governo di Madrid, esasperato dal continuo stillicidio di atti terroristici in tutta la Spagna, ricorre alla collaborazione con la Francia (che tiene sotto controllo i suoi Baschi i quali aiutano e nascondono i membri dell’ETA) ed utilizza anche i famigerati GAL, reparti speciali antiterrorismo, che uccidono numerosi presunti membri dell’ETA ed esponenti del suo partito politico Herri Batasuna.

Lo scandalo verrà fuori negli anni ‘90 grazie al giudice Garzon, il quale ha recentemente ordinato gli ultimi arresti contro la presunta cupola dell’organizzazione terroristica basca. L’ETA, comunque, è sempre vitale ed usufruisce di un continuo ricambio di uomini, come ha dimostrato l’autobomba madrilena e la continua lotta di strada che i suoi sostenitori, tra atti di vandalismo e proteste di piazza, mettono in atto quotidianamente nei Paesi Baschi.

La storia dell’ETA e della sua lotta contro lo Stato spagnolo non è sicuramente alla fine…