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Isole Figi, colpo di stato in paradiso

I remoti arcipelaghi tropicali dell'Oceano Pacifico sono i piccoli assenti sulla scena mondiale e solo quest'anno sono saliti alla ribalta grazie alle isole Figi e non per il turismo o per il rugby...

La scorsa primavera un gruppo di insorti armati guidati dall’imprenditore demagogo George Speight ha occupato il parlamenti e tenuto in ostaggio per alcune settimane il primo ministro e 30 parlamentari.

Il leader nazionalista Speight sìoppone all’accesso al potere politico dei rappresentanti della numerosa comunità d’origine indiana che già controlla le maggiori attività economiche dell’arcipelago pur essendo sempre stata esclusa dall’esercito e dal governo a favore degli indigeni figiani d’origine melanesiana. I colonizzatori britannici nel XIX secolo hanno portato gli indiani nel Pacifico per farli lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero, maggior risorsa delle Figi, ed essi ammontano oramai ad una buona metà della popolazione.

Da poco meno di un anno il premier stesso e molti ministri erano esponentoi della comunità indiana dopo che un golpe militare nel 1987, che aveva trasformato l’arcipelago in repubblica, li aveva esclusi di fatto da ogni partecipazione alle istituzioni. Quest’ultimo colpo di stato è stato la reazione a questa novità ed è fondamentalmente riuscito, anche se ora Speight ed i suoi seguaci sono reclusi su di un’isola (!) in attesa del processo ed il potere è nelle mani dell’esercito; infatti nel nuovo esecutivo non c’è nessun indiano.

E’ un pessimo precedente per la pacifica convivenza tra razze diverse nelle sparse isole del Pacifico: forti comunità europee, indiane ed asiatiche convivono, gestendo il potere economico, con gli indigeni, che mantengono il potere politico e militare e la proprietà della terra e nel caso scoppiassero disordini non sembra esserci una potenza regionale che li possa contenere, anche se Australia, USA e Francia sembrano ancora controllare l’intero oceano.