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Elian, un bambino tra Usa e Cuba

Quest'anno gia' prima del controverso voto per le presidenziali la Florida e' stata al centro dell'attenzione per la vicenda del piccolo Elian Gonzalez.

La contesa tra il padre del bambino, che in questi giorni compie 7 anni, ed i parenti della madre si e’ trasferita, a livello politico ed internazionale, in un braccio di ferro tra USA e Cuba coinvolgendo l’amministrazione Clinton e l’influente comunita’ degli esuli cubani di Miami.

Il caso comincia quando il piccolo Elian sopravvive miracolosamente al naufragio della barca con cui dei profughi cercavano di raggiungere l’agognata Florida, ma sua madre annega. Tratto in salvo da un pescatore, e’ accolto da uno zio di Miami ed adottato dalla comunit’ anticastrista della capitale del Sunshine State. Suo padre, separato dalla madre, e’ rimasto a Cuba e lo rivuole con se’, appoggiato da patriottiche manifestazioni a L’Avana.

Il governo americano e’ stretto tra le pressioni della potente lobby cubano-americana ed il desiderio di non peggiorare i rapporti con Fidel Castro proprio mentre il Congresso di Washington discute l’allentamento del quarantennale embargo nei confronti dell’isola caraibica. Alla fine una decisione e’ presa e realizzata con efficienza e durezza: una squadra speciale del FBI preleva il bambino dalla casa dello zio materno a Little Cuba, in piena Miami, e lo riporta al padre che lo riconduce a Cuba per un’accoglienza trionfale.

Quindi Elian e’ tornato dalla sua famiglia e nel suo paese, anche se sua madre aveva fatto una scelta diversa.., e la comunita’ cubana della Florida ha subito una dura sconfitta che ha fatto pagare ai democratici in queste ultime elezioni.