Questo sito contribuisce alla audience di

Bush nuovo presidente americano, o quasi...

Dopo un'appassionante nottata elettorale la sfida tra George W. Bush ed Albert Gore per la prossima presidenza americana sembra giunta alla conclusione con un risultato tra i più incerti ed equilibrati della storia degli Stati Uniti, ma forse è solo l'inizio di un diverso tipo di competizione...

Una differenza di 1210 voti ha dato al figlio dell’ex-presidente Bush il pieno successo nel decisivo Stato della Florida permettendogli di superare, come numero di voti elettorali, di poche unità l’attuale vicepresidente dell’amministrazione Clinton. Gore, comunque, non ha ancora ammesso ufficialmente la sua sconfitta visto l’incertissimo risultato della Florida dove si stanno ricontando le preferenze nella più grande incertezza.

Bush ha prevalso nel maggior numero di Stati, come previsto, soprattutto quelli dell’America profonda, nel Midwest e nel Sud, ma Gore ha conquistato alcuni dei più grandi e decisivi: Pennsylvania, New York, California, Washington…ma gli è mancata la Florida dove è governatore l’altro fratello di Bush, Jeb. Invece nelle elezioni per il senatore dello Stato di New York l’attuale First Lady Hillary Clinton ha prevalso sul candidato repubblicano Rick Lazio sancendo il successo riflesso anche dell’attuale presidente.

Qualunque sia il risultato finale a livello federale a Gore già si rimprovera di essersi allontanato troppo in campagna elettorale da Clinton, universalmente apprezzato in America dopo otto anni di governo, anche nel tentativo di differenziarsi dal conservatorismo compassionevole di Bush. Per quest’ultimo una grande vittoria, anche inaspettata fino ad un certo punto, ma sintomatica degli attuali umori di un grande paese che sorprende sempre chi cerca di inquadrarlo in rigidi e prevedibili schemi. Oltre al presidente gli americani hanno eletto anche governatori, senatori e votato in numerosissimi referendum stato per stato; si conferma la vitalità di un sistema rodato e tranquillizzante a tal punto che metà della popolazione si è astenuta dal voto.

Forse anche per non essersi riconosciuta nei candidati presentati dal rigido sistema bipolare che ha oscurato gli altri due aspiranti, il verde Ralph Nader ed il conservatore Pat Buchanan. Comunque, quel che importa oggi è che c’è, quasi sicuramente, di nuovo un Bush alla Casa Bianca.