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Due Forum ed una diversa idea di globalizzazione

In questi giorni si svolgono in Svizzera e Brasile due vertici internazionali che, per quanto diversissimi nei partecipanti e nello spirito, raccolgono ed esprimono le due facce dello stesso fenomeno della globalizzazione

A Davos, località turistica del cantone dei Grigioni, si svolge l’annuale Forum Economico Mondiale che riunisce i potenti del pianeta: capi di Stato, leader politici, presidenti di multinazionali, direttori di mass-media, economisti e funzionari internazionali. In un ambiente ovattato e compiaciuto discuteranno della salute del mondo e dello stato dell’economia e della collaborazione tra nazioni.

A Porto Alegre, interessante capitale dello Stato brasiliano del Rio Grande do Sul, si tiene il primo Forum Sociale Mondiale che raduna organizzazioni non governative (oltre 900 ONG), movimenti ambientalisti e per i diritti umani, gruppi politici anticapitalistici… Il loro obiettivo è duplice: confrontarsi e, soprattutto, contestare il concomitante meeting di Davos, mettendo in evidenza le vere emergenze del pianeta e le conseguenze che la globalizzazione sta avendo sull’80% più sfavorito della popolazione mondiale.

Dopo la prima clamorosa protesta di Seattle, in occasione del fallito vertice del WTO (World Trade Organization), i contestatori sono stati presenti, tra mille difficoltà ed ostacoli, in ogni grande evento internazionale (Genova, Praga, Nizza, Londra…) per protestare contro il dominio della finanza e delle multinazionali nel mondo che si è delineato negli anni ‘90. Queste manifestazioni sono spesso violente e trasformano le città che ospitano gli incontri in campi di battaglia tra soverchianti forze di polizia ed il c.d. popolo di Seattle.

In Brasile, invece, il contro-forum riunisce gli oppositori al nuovo ordine mondiale, o più precisamente coloro che lo vorrebbero diverso, più attento alle ragioni degli esclusi e dei perdenti, e non solo a quelle degli indici di Borsa e delle esportazioni. Proprio Porto Alegre è un esempio di uno sviluppo diverso, sostenibile ed alternativo, non centrato solo sul liberismo e la competizione, ma più attento al sociale ede alla partecipazione dei cittadini. Il sudest del Brasile, il Primo Mondo all’interno del gigante sudamericano, prospetta un modello difficilmente riproducibile, ma non per questo meno valido. Fino al prossimo evento…