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L'Australia tra monarchia e repubblica

Forse non molti sanno che l'Australia, la terra giovane e lontana dalla vecchia Europa per eccellenza, è una monarchia il cui sovrano è la più prestigiosa regina rimasta al mondo.

Capo dello Stato è ancora Elisabetta II d’Inghilterra è proprio due anni fa il clamoroso esito di un referendum popolare ha confermato che gli aussies continuano a preferire tale bizzarra situazione.

La sovrana britannica è rappresentata da un governatore generale che ha poteri molto limitati, ma nel paese australe vi è un forte movimento repubblicano che deve, però, riprendersi dall’inaspettata sconfitta referendaria dovuta anche alla scarsa appetibilità per l’elettorato dell’alternativa proposta alla monarchia: una macchinosa repubblica presidenziale con l’aggiunta di alcuni articoli riparatori, per gli aborigeni, alla Costituzione del 1901.

I laburisti hanno sostanzialmente appoggiato l’opzione repubblicana, mentre i conservatori vi si sono opposti in nome della continuità dei rapporti con il Vecchio Continente e la madrepatria inglese. Dopo il tentativo dei governi laburisti d’integrare l’Australia nell’Asia orientale in gran sviluppo, la vittoria della monarchia è un altro segno, assieme alla c.d. dottrina Howard ed all’intervento a Timor Est) del cambiamento di politica in una società che si trova in crisi d’identità tra rivendicazioni aborigene, immigrazione ed opportunità asiatiche, avventurosi sbarchi di boat people e modello americano.

L’Australia è Occidente, nonostante la sua prossimità all’Asia, ma questo non significa che una migliore proposta repubblicana non possa avere in futuro maggior successo così come l’integrazione coi paesi dell’area.