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AIDS: multinazionali vs Sudafrica

La morte del dodicenne simbolo della lotta all'AIDS in Sudafrica ci ricorda che la c.d.Peste del XX secolo è ancora una grave minaccia in gran parte del pianeta.

L’ultimo controverso G8 di Genova ha creato un fondo speciale per la lotta all’AIDS benedetto dalle Nazioni Unite.

Basterà?
Si sono semplicemente lavati la coscienza?
E’ una mossa propagandistica?

Sicuramente la somma stanziata è notevole, ma quanto di questo denaro servirà solamente a centri medici avanzati per i ricchi del Terzo Mondo, o a gonfiare le tasche delle cleptocrazie di quei paesi o, ancora peggio, a finanziare le spese delle numerosissime e pletoriche ONG?

Comunque qualche mese fa la globalizzazione ha vissuto un evento molto importante e significativo: un tribunale ha dato torto a 39 multinazionali del settore farmaceutico che volevano impedire al Sudafrica di vendere a prezzo ridotto (quindi abbordabile alla maggior parte dei malati) le medicine da loro brevettate per il contenimento del morbo letale.

L’arroganza delle aziende, forti dei loro brevetti e dei loro avvocati, si è scontrata con superiori esigenze etiche e politiche e con una disastrosa ricaduta sui media e conseguente perdita d’immagine. Questo le ha spinte a rinunciare alla causa.

L’AIDS sta contribuendo allo sfascio morale e familiare di un continente e le multinazionali vorrebbero vendere anche lì a prezzi occidentali i loro preziosissimi e nemmeno completamente testati farmaci. Questa è la globalizzazione che sia il Primo che il Terzo Mondo non vogliono