I moderni sovrani vivono nel lusso e negli agi di una esistenza fuori dal tempo, protagonisti di cerimonie politiche e riviste rosa, tranne che in pochi paesi come il Nepal dove si è appena consumata una tragedia degna di Shakespeare!
Il principe ereditario ha massacrato a colpi di fucile il re suo padre, la regina, la sorella ed altri membri della sbigottita famiglia reale del paese himalayano. Poi si è ferito gravemente con la sua stessa arma per poi morire dopo due giorni di agonia durante i quali era stato proclamato assurdamente sovrano (sic!).
Gli è succeduto lo zio paterno nonostante le grandi proteste di piazza che contestavano la sua ascesa al trono e reclamavano la verità sulla strage dei reali.
La causa scatenante dovrebbe essere stata l’opposizione del defunto re al matrimonio d’amore del principe, ma non sembra assolutamente un motivo sufficiente per una tale follia omicida.
Molti hanno insinuato un massacro politico fomentato da elementi reazionari della casa reale, guidati dal fratello del re, e dell’esercito; altri un attentato dei ribelli maoisti che controllano almeno un quarto del Nepal.
In ogni caso India e Cina hanno allertato le loro truppe: un’eventuale disgregazione della nazione degli sherpa stravolgerebbe l’equilibrio strategico del subcontinente indiano. Il Nepal induista ed anglofono è da sempre legato a Nuova Delhi, ma respinge le continue ingerenze indiane, pur temendo l’espansionismo cinese (ed il segreto appoggio ai ribelli comunisti nepalesi) dal Tibet occupato.
Se non risolverà i gravi problemi di arretratezza e disuguaglianza al suo interno il Nepal sarà vittima della guerra civile e deill’appetito dei suoi possenti vicini.
Intanto il nuovo re inzia il suo regno sotto un’ombra di sospetto e la monarchia nepalese (divenuta costituzionale solo nel 1990) vede la sua stessa esistenza in pericolo.

Maurizio Romani








