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Genova, resa dei conti? O nuovo inizio?

Dal 20 al 22 luglio il più grande porto del Mediterraneo ospiterà il più controverso ed atteso vertice internazionale della storia.

Le misure di sicurezza sono sempre più rigide ed i manifestanti stanno cominciando ad affluire in Liguria. Ne arriveranno migliaia dall’estero e decine di migliaia da tutta Italia.

Lo schieramento di forze dell’ordine e di inviati dei mass-media sarà imponente e gli occhi del mondo saranno per una settimana sull’Italia. Il presidente Berlusconi lo sa bene e questo sarà il primo banco di prova del suo nuovo governo.
Il rischio d’incidenti rischia di far passare in secondo piano i grandi temi del vertice, anche se la pressione dei contestatori contribuirà a far trattare argomenti d’interesse più sociale e generale.

Il G8, da passerella compiaciuta di Capi di Stato e First Ladies è diventato, grazie al popolo di Seattle, appuntamento di vera discussione politica (infatti quest’anno le mogli, anche per motivi di sicurezza, restano a casa). Si parlerà di debito del Terzo Mondo, ambiente e trattato di Kyoto, disarmo nucleare e scudo spaziale, allargamento della NATO e Balcani, WTO e Cina, Medio Oriente e vie del petrolio, guerre commerciali e piani per i futuri meeting.

Si temono più gli incidenti tra polizia e manifestanti che eventuali attentati terroristici, ma il vero quesito è quale futuro possa avere un appuntamento ormai così militarizzato e caricato di attese e responsabilità.

Intanto è iniziata la settimana del G8