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Il G8 più lungo... e inconcludente

Come previsto disordini e repressione hanno oscurato il significato, comunque minimo, delle decisioni prese dagli 8 Grandi a Genova.

Le decisioni prese dagli otto capi sono state di tono minore rispetto ai loro propositi iniziali: solo il fondo per l’AIDS è sostanzioso, non c’è stata riforma del meccanismo dei prossimi G8, per il Medio Oriente è stata fatta una proposta propagandistica ed irrealizzabile: osservatori internazionali in Cisgiordania e Gaza che Israele non accetterà mai.

Come ha detto Shimon Peres questi si limiterebbero a monitorare le reazioni israeliane, ma non potrebbero impedire attentati ed attacchi palestinesi. Anche per la Macedonia ci si è limitati ad una iniziativa subito eclissata da nuovi scontri tra esercito di Skopje e ribelli albanesi. Scontati gli appelli ammonimento alla Corea del Nord ed all’Afghanistan.

L’unica novità è l’attenzione data all’Africa con la presenza di influenti leader del Continente Nero, ma sembra poco… sarebbe auspicabile che il G8 tornasse ad essere un incontro informale dei capi di governo dell’Occidente più Russia e Giappone e non più l’evento mediatico-mondano che non potrà più essere dopo esser diventato l’occasione buona per devastare una città e manganellare più dimostranti pacifici possibile.

L’anno prossimo si svolgerà sulle Montagne Rocciose del Canada, ma penso che riassisteremo alle stesse scene, alla stessa violenza devastatrice, alla stessa brutale repressione. L’era della globalizzazione è anche questa…