Una nuova coalizione che ripeta i successi di quella del 1990-91 che ha isolato Saddam Hussein dopo la sua invasione del Kuwait? Questo è l’obiettivo di Bush, consigliato dal padre, ma questa volta sarebbe difficile tenerne fuori Israele, se non in cambio di un deciso impegno a bloccare la violenza palestinese.
Nel frattempo il presidente dell’autorità nazionale palestinese, Yasser Arafat, ha dato “ordini espliciti e rigorosi” alle forze dell’ordine ed ai combattenti palestinesi di fermare ogni operazione militare, anche difensiva, contro gli israeliani.
Questa decisione apre la strada al più volte rinviato e sospirato incontro col ministro degli Esteri di Tel Aviv, Shimon Peres.
Anche il premier israeliano, Ariel Sharon, non si oppone a questa possibilità di riprendere il dialogo di pace ed ha ordinato alle sue truppe di ritirarsi dalle zone autonome palestinesi occupate in questi giorni.
La decisione ha provocato molte critiche da parte di chi voleva approfittare dell’isolamento diplomatico degli arabi per farla finita con la minaccia palestinese, ma il buon senso e le pressioni Usa hanno prevalso.
Finora…

Maurizio Romani








