Assalto al Parlamento indiano

Un gruppo di terroristi ha tentato un audace e pericolosissimo attacco militare a Nuova Delhi portando di nuovo India e Pakistan sull'orlo della guerra.

Un gruppo di attentatori suicidi ha compiuto una temeraria incursione nel tempio della democrazia indiana (la più grande del mondo) ed ha impegnato le forze di polizia in una drammatica spratoria.
Alla fine si sono contate tredici vittime: i cinque terroristi, sette poliziotti ed un impiegato del Parlamento.

Fortunatamente gli assalitori non sono riusciti a penetrare all’interno degli edifici e nè il premier indiano, nè i deputati sono rimasti feriti.
L’identificazione degli aggressori come pakistani ha scatenato l’ira dell’opinione pubblica ed il ministro della difesa George Fernandes, uno Sharon indiano, ha minacciato di colpire duramente i covi terroristi e gli stati che li proteggono (ossia il Pakistan).

Il rischio di un conflitto aperto tra i due giganti dell’Asia del Sud è più concreto dopo la fine della guerra in Afghanistan.
Islamabad non può, però, più contare sulla sua retrovia afghana, anzi il nuovo regime di Kabul, dominato dall’Alleanza del Nord foraggiata anche dall’India, gli è ostile.

Nuova Delhi, imitando in ciò gli USA con Al-Qaeda ed Israele con Hamas, chiede a gran voce via libera per sistemare i suoi terroristi (gruppi islamici pakistani e del Kashmir), ma il governo di Musharraf non starebbe a guardare, anche per non essere rovesciato dal suo bellicoso esercito o da una rivolta popolare.

Però la loro non sarebbe una guerra normale, ma un conflitto gigantesco tra medie potenze nucleari… e nessuno vuole che scoppi, per i motivi più svariati, soprattuto gli USA che sono in procinto di lanciare offensive in Iraq e Somalia.
Vedremo se anche stavolta la voce della ragione riuscirà a prevalere…

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