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Il gioco pericoloso della Georgia

La giovane repubblica caucasica, indebolita da secessionismi e criminalità, non rinuncia a contrapporsi all'espansionismo russo. Con l'aiuto dei ribelli ceceni...

Nonostante la riconquista russa del 1999-2000 la Cecenia è ancora insanguinata dalla resistenza dei ribelli islamici e dalla repressione dell’esercito di Mosca.
La continuazione dei combattimenti non sarebbe però possibile senza la presenza delle basi dei guerriglieri nella Georgia nord-orientale.

L’appoggio del governo di Tiblisi all’ex-presidente Aslan Maskhadov ed ai suoi combattenti secessionisti ha peggiorato i già pessimi rapporti tra la Russia e la seconda nazione del Caucaso (dopo l’Armenia, fedele alleata di Mosca).
I ribelli ceceni, aiutati da volontari islamici e guidati dall’inafferrabile Shamil Basaev e dal giordano Khattab, continuano la lotta tra attentati ed imboscate, mentre l’esercito russo li incalza tra gole innevate e boschi violando i diritti umani dei combattenti e della popolazione locale.

Senza l’appoggio georgiano i ceceni, per quanto tenaci e valorosi, non reggerebbero a lungo, ma Shevarnadze ha un conto aperto col governo russo che dalla data dell’indipendenza ha cercato, con successo, di destabilizzare il suo paese.
Devastata da una grossa crisi economica e da una criminalità organizzata capillare la repubblica del Caucaso occidentale deve affrontare anche numerosi secessionismi: l’Ossetia del sud che vorrebbe riunirsi a quella del Nord rimasta alla Russia e, assieme ad altri casi minori, l’Abkhazia, sostanzialmente autonoma da alcuni anni con l’appoggio di Mosca.

Proprio in quella regione occidentale della Georgia ad ottobre paramilitari georgiani e guerriglieri ceceni sono passati all’offensiva contro i miliziani abkhazi provocando l’irata reazione russa e non è da escludere un coinvolgimento diretto di Mosca se l’ostaggio abkhazo fosse in pericolo…

L’astuto Shevarnadze vorrebbe trattare uno scambio con la fine dell’appoggio ai reciproci secessionismi, ma la Russia è troppo forte, e paziente, per scendere a compromesso.
Con la sconfitta dei Talebani (tra le cui file ed in quelle di Al-Qaeda militavano molti ceceni) sembra arrivato il tempo per un’offensiva finale in Cecenia che lasci poi la Georgia di fronte ad un ritorno in grande stile della Russia nel Caucaso… ma la regione ci ha abituato ai colpi di scena.