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L'indegno trattamento dei prigionieri talebani

La durissima detenzione ed il trasferimento dei prigionieri talebani, afghani e non, dall'Afghanistan alla base di Guantanamo a Cuba passerà alla storia come una delle maggiori vergogne della guerra al terrore!

I primi venti prigionieri sono arrivati nella munitissima base militare che da cento anni gli USA occupano nella parte orientale dell’isola di Cuba.
Durante il lungo viaggio aereo dall’Asia sono stati legati ai sedili ed imbottiti di calmanti ed al loro arrivo rinchiusi in gabbie, nemmeno fossero belve feroci.
Già in Afghanistan erano stati reclusi in maniera disumana e rasati a zero.

La violazione della convenzione di Ginevra sul trattamento dei POW (Prisoners Of War) è clamorosa e sicuramente la causa principale è il desiderio di vendetta che ha permeato molte delle reazioni americane all’11 settembre.
Gli USA non considerano gli avversari di questi mesi come soldati, quindi rientranti nella categoria dei prigionieri se catturati, ma dei terroristi. Tale opinione non è corretta essendo il governo talebano al potere in uno stato ed il mancato riconoscimento internazionale di quel regime non vanifica questo fatto incontestabile.

Preoccupa l’imbarbarimento che si è visto crescente nella conduzione del conflitto ed il considerarsi da parte americana come sciolti da tutte le regole internazionali.
Lo stesso accanimento contro John Walker, il talebano americano, è significativo: sottoposto anche lui a sedativi, tenuto lontano dai genitori e da un avvocato, rischia la pena di morte pur non avendo partecipato ad attentati terroristici.
Tutt’al più la sua colpa è quella di essere sopravvissuto al terribile massacro di Mazar-I-Sharif.

Forse una delle vittime principali della guerra al terrore sarà la differenza di comportamento tra chi pratica il terrorismo come metodo politico e chi lo combatte…