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Responsabili, veri e presunti, dell'11 settembre

Ad oltre quattro mesi dagli attentati dell'11 settembre riflettiamo sui responsabili diretti, quelli presunti, quelli colpevoli di omissioni, i capri espiatori e sul mancato crollo del potere americano in seguito al più grande attacco mai ricevuto dall'unica superpotenza.

La presunta invincibilità americana prima dell’11 setembre e la ritenuta inviolabilità del territorio metropolitano degli USA hanno reso per molti difficile accettare che dietro gli attentati ci fosse il solo Osama Bin Laden e la sua Al-Qaeda.

Sembrava impossibile che una organizzazione terroristica potesse realizzare e portare a compimento un piano criminale così letale e sorprendente e si preferiva rifugiarsi in immaginari complotti (settori deviati della CIA o dell’ex KGB, il Mossad israeliano, la cricca di Bush per risollevare la sua presidenza).

Oltre alla mancanza di prove, tranne fumose coincidenze, ciò che risulta evidente è il ricorrere a vecchie categorie di pensiero ed a inquietanti ritrovati dell’odio politico e razziale (gli ebrei non sarebbero andati a lavorare l’11 settembre nelle Torri Gemelle, invece sono morti oltre 150 israeliani e numerosi americani d’origine ebraica).
Simili atteggiamenti nascono, oltre che da un anti-americanismo duro a morire, dall’incapacità di credere ad un piano così elaborato realizzato da un’organizzazione araba, quindi non occidentale, quasi un caso di razzismo al contrario.

In realtà negli anni ‘90 gli attacchi terroristici si erano susseguiti e nel 1993 il primo attentato al World Trade Center aveva mostrato l’obiettivo dei terroristi.
Osama bin Laden aveva preparato da anni l’attacco dell’11 settembre con cura e zelo e, pur giovandosi occasionalmente dell’aiuto alla sua organizzazione di servizi segreti di paesi islamici (Iraq, Pakistan, Yemen…), ha condotto a termine l’azione per conto suo.

Tornando alla forte reazione americana essa era prevedibile, assieme all’offensiva israeliana contro i palestinesi ormai sulla difensiva, ma si tratta solo di conseguenze dell’11 settembre, non degli obiettivi non dichiarati degli esecutori dell’attentato.
Molte cose stanno cambiando sullo scacchiere internazionale: USA e Russia sono sempre più vicine, l’Iran sta riacquistando il suo status e si riavvicina ad Iraq ed Arabia Saudita, Riyadh è sempre più insofferente dell’alleato-padrone americano, Sharon ha ormai ottenuto il pieno appoggio di Washington al suo pugno duro contro Arafat.

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