Dal nostro inviato in India: nazionalismo imperante!

Andrea Acri, bravissima guida di superEva per i Viaggi nei Paradisi Sommersi, mi ha mandato le sue impressioni dall'India. Ne ho tratto spunto per alcune riflessioni su quel grande paese...

Andrea mi ha scritto da una sgangherata tastiera di Varanasi, l’ex-città santa dell’induismo Benares, nell’India del Nord.
Si trova in India già da una decina di giorni ed ha visitato Delhi, Agra con lo splendido Taj Mahal, lo stato del Madhya Pradesh. La prossima meta è il remoto Sikkim, annesso all’India nel 1975, un principato buddista himalayano al confine tra Nepal e Bhutan.

Ed ora la parola ad Andrea:

“Proprio ora sono stato a visitare il tempio di Shiva a Varanasi, nei pressi di una moschea: sebbene la vita scorra come sempre, la presenza dei militari in India è impressionante. Nelle stazioni, nei templi, negli edifici pubblici etc… sono piazzati posti di guardia con metal detector, cecchini e guardie armate (sfortunatamente la maggior parte di vecchie carabine!)

Comunque tutto mi è sembrato abbastanza normale, gli indiani sotto sotto se la ridono per quello che sta succedendo in Afghanistan e le frange piu basse della popolazione inneggiano alla guerra ed alla distruzione del Pakistan.
I ceti medi ovviamente sono per la pace. Staremo a vedere il governo, fondamentalista, che scelte prenderà. La situazione è paradossale, qui alcuni confondono ancora il Pakistan con l’Afghanistan e credono che l’America abbia bombardato Musharraf… ecco come le masse nel Terzo Mondo sono manipolabili dai movimenti politici.

Non ci sono segni evidenti di particolari tensioni tra musulmani e induisti, a parte quella che c’è sempre stata da anni. I musulmani si trovano perlopiu’ in imbarazzo, in bilico tra la loro indianita’ ed il loro islamismo.

I turisti ci sono, ma molto meno rispetto ad altri anni, ed il settore è in crisi. Questo pero’ non basta a placare gli animi degli indiani anche piu’ moderati, ormai stufi di quello che è a loro dire un continua infiltrazione di terroristi dal Pakistan.
Il Kashmir restera’ un problema, a mio parere, irrisolvibile: per gli indiani è lo “svarga“, paradiso, e non lo lasceranno a nessun costo, come ha recentemente affermato anche il primo ministro Vajpayee.

Chissa’, vedremo in futuro.
Qui intanto continuano a spararsi addosso ed a provare missili nucleari!

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