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Ricomincia la lotta in Colombia

L'uccisione dell'arcivescovo di Cali, Duharte, segna un ulteriore inasprimento della guerra civile in Colombia ed inaugura nel sangue l'ultimo atto delle elezioni presidenziali.

L’arcivescovo aveva appena celebrato 70 matrimoni in un quartiere povero di Cali quando due killer lo hanno assassinato all’uscita di una chiesa.
L’alto prelato si era distinto numerose volte per il suo coraggio nel denunciare le violenze delle FARC (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia) e dei gruppi paramilitari di estrema destra.
Entrambi spargono il terrore tra i contadini e e contribuiscono a proteggere le coltivazioni di coca nel paese.

Ultimamente Duharte aveva invitato i suoi concittadini a non votare per quei candidati, presenti in ogni partito, la cui campagna elettorale era stata pagata con gli ingenti proventi del narcotraffico.
Colpendo l’alto prelato gli assassini hanno voluto colpire il suo amico Uribe, candidato alle presidenziali e sostenitore della linea dura coi guerriglieri delle FARC.

In caso di vittoria di quest’ultimo, con l’aiuto USA (Armi e consiglieri, ma non soldati), l’esercito colombiano inizierà una grande offensiva contro le basi dell’opposizione armata nelle zone meridionali della Colombia ponendo fine definitivamente alla politica del dialogo tentata invano dal presidente Pastrana.

Andrès Pastrana aveva ceduto il controllo di una vasta area alle FARC facendo ritirare l’esercito e creando praticamente uno stato nello stato.
Il coraggioso esperimento è però fallito: la violenza (che miete di media 100 vittime al giorno nel paese, assieme al Sudafrica, più violento del mondo) è continuata ed i negoziati di pace non hanno fatto progressi significativi fino ad una serie di rapimenti ed attentati durante la campagna elettorale.

Tutto ciò ha spinto Pastrana a far rioccupare le zona concessa alle FARC ed a fare la voce grossa con il vicino Venezuela accusato di ospitare basi dell’altra formazione guerrigliera del paese sudamericano, l’ELN (Ejercito de Liberaciòn Nacional).
Comunque, a meno di clamorosi ritorni al negoziato, il peggio per la Colombia ed i colombiani deve ancora venire…