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Timor Est: nascita di una nazione

Il 20 maggio del 2002 dopo 4 secoli di colonialismo portoghese e 25 anni di durissima occupazione indonesiana il popolo di Timor Est ha finalmente ottenuto la tanto agognata indipendenza.

Una nuova nazione è nata e sarà il 190esimo membro dell’ONU che negli ultimi due anni ha gestito al meglio il passaggio del piccolo stato verso la piena indipendenza.
Le prime elezioni democratiche hanno dato la presidenza l’eroe della resistenza anti-indonesiana Xanana Gusmao, che ha trascorso sette anni in carcere, che guiderà i timoresi verso la piena democrazia e la ricostruzione economica.

I problemi sociali ed economici sono enormi nel nuovo stato così come diffusa è la povertà e la repressione indonesiana e le violenze delle milizie anti-indipendentiste hanno devastato il paese, oltre a causare decine di migliaia di profughi ancora in Australia e sul territorio di Timor Ovest dove vivono in condizioni indecorose ed esposti alle violenze dell’esercito indonesiano.

Le celebrazioni per l’agognata autonomia sono state solenni e molto sentite e personaggi del calibro di Kofi Annan (L’ONU promosse e tenne il referendum indipendentista che scatenò le violenze unioniste promosse dai generali di Giakarta) e Bill Clinton (allora presidente USA le cui pressioni bloccarono la repressione indonesiana, assieme a quelle europee e vaticane) vi hanno partecipato.

Su insistenza di Gusmao anche la presidente dell’Indonesia, Megawati Sukarnoputri, è stata invitata e la nuova dirigenza timorese ha auspicato la riappacificazione e rapporti normali con l’ingombrante e pericoloso vicino.
Il futuro di Timor Est dipende ora dal mantenimento della pace interna (sorte dei profughi, punizione dei collaborazionisti, relazioni con gli indonesiani e gli australiani) e dal miglioramento della situazione economica.

I paesi occidentali che abbandonarono Timor Est nel 1975 all’invasione brutale di Suharto, per ragioni economiche, disinteresse e timore di un afantomatica Timor Est comunista, non devono lasciare per una seconda volta la più giovane nazione del mondo al suo destino.